Netflix, Ferry: trama e cast

16/05/2021

Il 14 maggio scorso è uscito sulla famosa piattaforma streaming il film spin-off dedicato al boss criminale Ferry Bouman; un vero capolavoro che racconta la storia di Ferry che, prima di costruire un vero e proprio impero della droga, torna nella città natale dove accade qualcosa di inaspettato.

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Ferry è un gangster movie contemporaneo che trova la sua vena più interessante nella componente umana; diretto dalla belga Cecilia Verheyden, regista all’esordio di un lungometraggio, il film è un racconto apolide a cavallo tra Amesterdam e il Belgio.
Si tratta di un viaggio confuso e rivelatore finalizzato a narrare una personalità alla ricerca di una rinascita.

Ferry: trama

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La storia ha inizio nel 2006 ad Amsterdam: Ferry Bouman lavora per il narcoboss Ralph Brink, potente criminale nonché suo mentore. Un giorno però la gang subisce una brutale rapina che provoca gravi ferite al figlio di Ralph; quando tutti gli indizi puntano a un gruppo di campeggiatori nel Brabante, Ferry è incaricato di scovare i colpevoli.
Dopo anni di assenza, Ferry torna nella sua adorata Brabante, da cui era fuggito molti anni prima; la difficile riunione con la famiglia che non vede da tempo, il ritorno alla vita nomade che aveva dimenticato e l’incontro con l’affascinante vicina Danielle fanno lentamente aumentare il nervosismo di Ferry. Il viaggio porterà a risultati inaspettati, mettendo a dura prova la sua fedeltà.


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Ferry: cast

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Il film è diretto da Cecilia Verheyden, regista molto nota nel cortometraggio e alla sua prima esperienza nel lungo; la sceneggiatura è stata invece affidata a Nico Moolenaar.
Frank Lammers veste i panni di Ferry, Elise Schaap interpreta la donna che gli farà perdere la testa e tutte le sue certezze ovvero Danielle, Huub Stapel è invece Dennis de Vries.
Di genere Azione il film dura 106 minuti ed è ambientato in Belgio; dell’opera si dice che:

“Ferry è un film in cui risulta centrale la figura del corpo. Il protagonista è infatti un omaccione trasandato che trova nella graziosa e algida giostraia una sorta di ancora di salvezza. In tutto ciò, anche l’eleganza dei boss criminali stride notevolmente con il povero e fragile tenore di vita condotto dalla sorella di Ferry. La donna usa delle stampelle per camminare ma è proprio lei che fungerà da appoggio per la redenzione di suo fratello. Tutti questi simboli e queste rime interne al tessuto narrativo sono abilmente gestite dalla regista che riesce a imprimere alla pellicola una regia solida e attenta nel non sottovalutare alcun dettaglio”.


Roberta Porti
  • Laureata in Scienze Politiche
  • Esperta in Gossip e Soap opera
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