Quando togliere un neo: prevenzione e diagnosi

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13/01/2015

neo


Il numero di persone colpite da melanoma purtroppo è ogni anno in forte crescita. Si tratta di un vero e proprio tumore della pelle, e in quanto tumore epiteliale allo stato avanzato può essere grave perché è in grado di estendersi a tutto l’organismo.

Il melanoma ha origine quando i melanociti, cioè le cellule che partecipano alla produzione della pigmentazione della pelle, mutano e variano aumentando senza controllo e disordinatamente.

Queste cellule possono poi, avendo origine da un neo preesistente, estendersi e danneggiare le cellule sane di zone più estese distruggendole e formando un tumore maligno.

Comunemente viene suggerito al paziente di valutare un primo segnale che è detto della black sheep o pecora nera, ossia la presenza di un qualunque neo sul corpo fortemente di colorazione più intensa degli altri.

Già questo segno chiaramente deve portare anche in assenza di altri fattori a eseguire un controllo specialistico.

Una volta individuata la presenza di un melanoma o di nei a rischio il dermatologo potrà decidere di procedere con l’intervento di asportazione del neo, che solitamente avviene per via chirurgica per consentirne il successivo esame istologico.

Melanoma ed esposizione al sole

Uno dei fattori principali ritenuti dagli esperti connessi al melanoma pare sia l’aumento dell’esposizione prolungata al sole.

Le radiazioni ultraviolette prolungate del sole o di strumenti artificiali come lampade e lettini solari, possono dare avvio a questo processo di danneggiamento della pelle. Chiaramente come noto, l’intensità e la pericolosità dei raggi ultravioletti si intensifica di estate e soprattutto nella fascia oraria centrale.

Chi sa di avere nei displastici deve proteggersi dalle radiazioni e cercare di minimizzare questo rischio riducendo l’esposizione o utilizzando creme altamente protettive.

Nonostante non ci sia altra prescrizione che quella di rivolgersi ad un centro medico specializzato, vediamo quali sono i segni principali che già da un primo autoesame a casa devono indirizzarci verso un controllo medico specializzato.

Quando togliere un neo. La prevenzione

Tipi di nei

Il cosiddetto alfabeto dei nei displastici, è un modo comune di utilizzare le prime lettere dell’alfabeto per memorizzare i principali fattori di rischio e di allarme:

  • A come Asimmetria: immaginando di dividere a metà virtualmente il neo con una linea verticale, i segnali di asimmetria devono destare sospetto.
  • B come Bordi: l’allarme scatta se sono frastagliati, discontinui o irregolari.
  • C come Colore: una attenzione particolare va da data alle eventuali modifiche nel tempo del colore.
  • D come Dimensione: dimensioni di diametri che superano i sei millimetri e a maggior ragione tutte quelle vistosamente più grandi vanno approfondite scrupolosamente.
  • E come Evoluzione: se il neo cambia, si modifica nella forma o nell’aspetto, si arrossa o dà prurito, bisogna allertarsi ed effettuare un controllo medico specializzato di dermatologia.

Diagnosi dei nei

Ma quando togliere un neo? Ovviamente è necessaria una diagnosi prima di qualsiasi intervento.

La prima regola importante per prevenire il melanoma è una attenzione personale nell’autoesame della pelle.

La diagnosi precoce è ritenuta dai medici un elemento fondamentale per prevenire molti casi di melanoma o per curarlo definitivamente con un semplice intervento chirurgico. Se il tumore viene individuato velocemente c’è meno rischio di metastasi.

Il melanoma si sviluppa quando i melanociti, le cellule che pigmentano la pelle, aumentano disordinatamente e senza controllo.

La statistica dice che circa il 10% delle persone ha dei nei atipici, cosiddetti displastici.

Il tumore della pelle può insorgere da un neo preesistente, ma anche su una zona libera. Si ritiene comunque che i nei displastici o un elevato numero di nei anche se normali rappresentino fattori di rischio significativi.

Come effettuare l’autoesame della pelle

Un buon autoesame della pelle deve avvenire con una buona illuminazione ed vanno analizzate dalla testa ai piedi eventuali tratti di asimmetria, irregolarità dei bordi, modifiche del colore o della dimensione.

E’ opportuno farsi aiutare a controllare le zone più difficili come cuoio capelluto e nuca.

L’autoesame deve essere più attento nei periodi di cambiamento ormonale, in particolare adolescenza, gravidanza e menopausa.

L’autoesame periodico è solo uno strumento preventivo da affiancare ai regolari controlli dermatologici specialististici per aumentare l’efficacia preventiva.

L’evoluzione è importantissima: cambiamenti di forma, colore e aspetto in generale devono destare sospetto e attenzione.

Melanoma e fattori di rischio

La medicina ritiene che il neo displastico sia comunque un fattore di rischio maggiore nell’eventuale trasformazione in melanoma, proprio per questo vanno fatti controllare con regolarità al dermatologo di fiducia.
Non tutti i nei displastici si trasformano, anzi il 50% di persone con melanoma non ha nei displastici; le ricerche mostrano anche una incidenza del problema crescente con ripetuta esposizione e scottature al sole. Una raccomandazione specifica va fatta ai genitori perché proteggano sempre pelle e capo dei loro bambini dal sole in quanto più sensibili per via di un sistema immunitario ancora giovane e pertanto più vulnerabile.

Inoltre sono da tenere sotto controllo precedenti in famiglia, problemi immunitari, numero elevato di nei normali, lentiggini e pelle molto chiara. Un parente di primo grado che ha avuto la malattia è un fattore di rischio rilevante. Se più membri della famiglia ne soffrono, vanno fatti dei controlli regolari e sarà il medico a determinarne la cadenza, così come la stessa regolarità deve avere chi ha un numero elevato di nei (più di 100).

La maggior parte dei nei comunque, displastici compresi, non evolve in melanoma, Se e se le anomalie riscontrate sono lievi sarà il medico specializzato a decidere se è opportuno solo studiarne un’eventuale trasformazione con controlli regolarli e confrontando le mappature periodicamente o decidere di rimuoverli.

La rimozione dei nei

Molto frequentemente il melanoma può essere curato con un semplice intervento chirurgico, soprattutto intervenendo nella fase iniziale quando il tumore non ha avuto possibilità di diffondersi.

L’asportazione dei nei, effettuata oggi chirurgicamente o con sofisticati laser di nuova generazione, dura pochi minuti.

Ormai solo raramente sono necessari punti di sutura, mentre le piccole cicatrici, che neanche sussistono nel caso di utilizzo di laser, si risolveranno in pochi giorni.

Il tessuto prelevato andrà fatto analizzare istologicamente per rilevare la presenza di melanociti normali o degenerati in melanoma.


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