Sostanze tossiche vestiti: la denuncia di Greenpeace

Non è sicuramente la prima volta che ci capita di sentire di vestiti realizzati con materiali scadenti dannosi per la salute. Ma quello che ci balza immediatamente alla mente sono quei vestiti venduti sulle bancarelle del mercato dai cinesi dietro ai quali sappiamo già esserci un ciclo di produzione dalle molte zone d’ombra. Insomma ce lo si può aspettare da una maglietta pagata €3. Ma questo discorso di certo non vale per le grandi marche, quelle che vendono i loro capi a cifre molto più considerevoli. Purtroppo però sembrerebbe che è quello che sta succedendo.

Infatti la nota associazione Greenpeace, dopo la complessa ricerca che ha portato al rapporto “Dirty Laundry 2”, ha denunciato che nei capi di quattordici case di moda sono presenti sostanze in grado di danneggiare gli organi riproduttivi umani. Il messaggio è stato lanciato da Pechino e ovviamente sono stati fatti i nomi delle case di moda incriminate: si tratta di ditte del calibro di Adidas, Lacoste, Uniqlo, Li Ning, H & M, Calvin Klein, Converse, Ralph Lauren e Abercrombie & Fitch. Non c’è che dire: davvero una brutta storia per le case di moda coinvolte! Le case di moda sono infatti accusate di sfruttare la manodopera a basso costo di paesi come Cina, Vietnam, Malesia e Filippine. I processi di produzione utilizzerebbero nonilfenoli etossilati, sostanze chimiche pericolose per la salute sia dei lavoratori impiegati dalle ditte sia per i clienti finali.

Li Yifang, la portavoce di Greenpeace, ha spiegato che: “Tracce di nonilfenoli etossilati, sostanze che alterano gli ormoni, sono state trovate in due terzi dei campioni analizzati. I nonilfenoli possono contaminare la catena alimentare ed essere assunti dagli organismi viventi, minacciando così la loro fertilità, il loro sistema di riproduzione e la loro crescita. Non è solo un problema legato ai Paesi in via di sviluppo dove vengono fabbricati i tessuti. Quantità residue di Npeo vengono rilasciate ogni volta che i vestiti vengono lavati e si diffondono anche nei Paesi dove l’uso di queste sostanze chimiche sono vietate”.

Sostanze tossiche vestiti: la denuncia di Greenpeace