Cavitazione per la cellulite, come funziona ed effetti collaterali

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30/04/2013

La cavitazione è una forma di liposuzione non chirurgica ed è particolarmente consiglitata nel trattamento della cellulite. Vediamo insieme cos’è, come funziona e soprattutto se esistono dei rischi per la salute.

Cavitazione: cos’è e come funziona

La cavitazione per la cellulite sfrutta l’azione degli ultrasuoni a bassa frequenza per eliminare il grasso, compreso quello più profondo. Il macchinario utilizzato, un rullo, attraverso gli ultrasuoni emessi form delle bolle all’interno delle cellule adipose e le fanno implodere. I residui poi vengono eliminati attraverso le urine e con la sudorazione. Questa tipo di cavitazione, detta estetica, è indicata per chi è ai primi stadi della cellulite, mentre per chi è già al 3° stadio è necessaria la cavitazione medica o chirurgica, che richiede anche l’iniezione di farmaci in grado di favorire lo scioglimento delle cellule di grasso.


Solitamente, il trattamento prevede un numero di sedute che varia tra 8 e 10. Le parti de corpo indicate per la cavitazione sono addome, glutei, fianchi, braccia e gambe (comprese le ginocchia). La cavitazione per la cellulite può essere un valido aiuto per eliminare la pelle a buccia d’arancia, ma è bene rivolgersi esclusivamente a professionisti per evitare brutte sorprese.

Cavitazione è pericolosa?

Gli ultrasuoni vanno a colpire solo il tessuto adiposo, senza danneggiare muscoli, vasi o tessuti, è una tecnica perciò abbastanza sicura, tuttavia non è esente da effetti collaterali, seppure di lieve entità, come arrossamenti cutanei, sete e debolezza. La cavitazione per la cellulite è sconsigliata per chi soffre di problemi epatici, colesterolo e diabete, in caso di difficoltà di coagulazione o se si hanno pacemaker e durante la gravidanza/allattamento.

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