Poesie e filastrocche sulla scuola divertenti

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09/09/2012

Alcuni sono già tornati sui banchi, altri hanno le “ore contate”, ma la scuola è sempre la scuola. Soprattutto il primo giorno ha un valore simbolico, in modo particolare per i bambini, che riabbracciano i loro compagni di scuola e le maestre. Dunque, va celebrato a dovere! Ecco, allora, le poesie e le filastrocche più divertenti sulla scuola.

Il primo giorno di scuola

(Gianni Rodari)

Suona la campanella
scopa scopa la bidella,
viene il bidello ad aprire il portone,
viene il maestro dalla stazione
viene la mamma, o scolaretto,
a tirarti giù dal letto…
Viene il sole nella stanza:
su, è finita la vacanza.
Metti la penna nell’astuccio,
l’assorbente nel quadernuccio,
fa la punta alla matita
e corri a scrivere la tua vita.
Scrivi bene, senza fretta
ogni giorno una paginetta.
Scrivi parole diritte e chiare:
Amore, lottare, lavorare.


La partenza per la scuola

(Lina Schwarz)

Arrivederci! me ne vado a scuola
a studiare; lo vedi, ho la cartella!
Che! ti dispiace ch’io ti lasci sola?
Non vuoi restar senza la tua sorella?…
Oh! sul tuo naso c’è una lacrimona;
non pianger, via, ritornerò, sii buona!
La mia bambola vuoi? la lascio a te;
tienla di conto, sai! (Povera me!…)

La scuola dei grandi

(Gianni Rodari)

Anche i grandi a scuola vanno
tutti i giorni di tutto l’anno.
Una scuola senza banchi,
senza grembiuli nè fiocchi bianchi.
E che problemi, quei poveretti,
a risolvere sono costretti:
“In questo stipendio fateci stare
vitto, alloggio e un po’ di mare”.
La lezione è un vero guaio:
“Studiare il conto del calzolaio”.
Che mal di testa il compito in classe:
“C’è l’esattore delle tasse”!

Poesie e filastrocche sulla scuola divertenti


Mamma
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