Pipì a letto nei bambini, quali sono i rimedi

La pipì a letto è un fenomeno abbastanza diffuso tra i bambini e non bisogna allarmarsi più del dovuto, scaricando la tensione sul bambino, che non va assolutamente colpevolizzato, anche se è abbastanza cresiutello per bagnare il letto. Certamente è spia di un piccolo disturbo piscologico, ma il più delle volte si tratta di un problema passeggero e facilmente superabile, molto dipende anche da noi genitori.

L’enuresi notturna, questo il nome tecnico per indicare il fenomeno della pipì a letto è comune sia nei bambini che negli adolescenti. Si stima che colpisca il 2,5% delle femminucce e il 6% dei maschietti. Come spiega la pediatra Darcie Kiddoo: “Le cause che contribuiscono all’enuresi possono essere eccessiva produzione di urina durante la notte, vescica iperattiva e incapacità di svegliarsi in caso di bisogno. Esiste anche una componente genetica: un bambino ha più probabilità di orinare a letto se lo facevano anche i genitori”.

Secondo un altro pediatra, Mark Feldman il problema dalla pipì a letto, che tanto preoccupa mamma e papà, rappresenta solo una fase della crescita, che si supera con l’età. Per lo specialista, è il sonno profondo che non permette ai più piccoli di controllare lo stimolo e non deve diventare un cruccio per i genitori. Il fenomeno non necessita di trattamenti farmacologici, a meno che il bambino non continui a bagnare il letto oltre i dieci anni di età per almeno 2 volte a settimana. In questo caso, infatti, potrebbe essere indice di un problema di neurologico, ed è preferibile fare degli approfondimenti specialistici.

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Foto di Leonid Mamchenkov su Flickr