Gravidanza: Figlie ribelli? Colpa del Bisfenolo A!

Considerato dannoso sin dagli anni Trenta, per i suoi effetti apparentemente nocivi per l’uomo, il Bisfenolo A torna ad essere protagonista delle preoccupazioni delle donne in gravidanza, in particolare per quelle in attesa di figlie femmine. Stando ad una ricerca della Harvard School Of Public Healt, l’esposizione del feto al Bisfenolo A, una sostanza comunemente presente in diverse materie plastiche e adesive, potrebbe comportare delle conseguenze negative ne normale sviluppo comportamentale del bambino.

Fortunatamente il BPA è stato messo al bando in tutta Europa, almeno per quanto riguarda le sostanze utilizzate per i comuni biberon, in ogni caso gli studiosi che hanno svolto la ricerca hanno scoperto che la somministrazione del BPS durante la gravidanza può causare disturbi emotivi e comportamentali al bambino, soprattutto se femmina.

Lo studio è stato effettuato su 244 madri. Tra queste, quelle che durante la gravidanza presentavano nelle urine livelli alti di bisfenolo, presentavano una percentuale maggiore di figlie caratterizzate da caratteri ansiosi, depressi o iperattivi.

Per gran parte delle donne in cui i livelli in gravidanza erano minori o nulli, le figlie presentavano caratteri più pacati e tranquilli.

Questo quanto rilevato dallo studio della Harvard School Of Public Healt: “Durante la gestazione, e non nell’infanzia, l’esposizione al BPA può avere un impatto negativo sulle funzioni neuro comportamentali e le ragazze sembrano essere più sensibili al BPA rispetto ai ragazzi.

La nostra esposizione al BPA è onnipresente a causa dei tanti prodotti di uso comune ma se realmente ci sono collegamenti tra l’esposizione in utero e problemi di salute successivi dobbiamo adottare misure efficaci per ridurre l’esposizione a questa sostanza.

La UE, quindi, deve agire ora per proteggere le generazioni future da rischi per la salute. Le donne in gravidanza e le persone in età riproduttiva devono essere la massima priorità.”

 

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