Gravidanza Ecografie: Quando come e perché farle

Tra i numerosi esami che ogni donna si trova ad affrontare durante i nove mesi della gravidanza, il più utilizzato ed accertato degli ultimi trent’anni è sicuramente quello diagnostico ad onde sonore ad alta frequenza, meglio conosciuto come ecografia.

Negli ultimi anni questo metodo diagnostico ha affrontato diverse evoluzioni e passi avanti fino a rassicurare ogni futura madre con la certezza che per il feto non si corra alcun tipo di rischio.

Comunemente conosciuto come l’esame che permette di vedere il bambino all’interno dell’utero materno, l’ecografia è in realtà un processo ben più complesso che, grazie alla famosa sonda che il medico poggia sulla pancia della donna, attraversa visivamente i vari tessuti interni fino ad arrivare agli organi del feto.

In questo modo le onde vengono trasformate in immagini che vanno a finire sul classico monitor da ecografia.

In genere durante la gravidanza si effettuano tre ecografie trimestrali, permettendo così non solo di verificare la crescita del bambino, ma anche il numero di embrioni, il battito cardiaco e la qualità e quantità del succo amniotico e della placenta.

In particolare la prima ecografia viene effettuata dopo il test di gravidanza risultato positivo.

La seconda ecografia, detta morfologica, permette invece di valutare le dimensioni del feto, dalla testa fino all’addome e al femore, valutando così le condizioni generali del bambino.

Infine la terza ecografia, in genere l’ultima della gravidanza, permette di effettuare una valutazione dello sviluppo del feto, con la possibilità di rilevare eventuali anomalie che nelle visite precedenti non sarebbe stato possibile riscontrare.

 

ecografia


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