Fertilità, l'agopuntura aiuta?

Il ricorso alla medicina cosiddetta alternativa è sempre più diffuso, e spesso si sente parlare dell’agopuntura come una tecnica per favorire la fertilità. Tuttavia, per quanto gli stessi medici o i centri di procreazione assistita offrano cicli di agopuntura alle loro pazienti, su questo argomento esistono pareri discordanti.

L’agopuntura è una tecnica cinese, che per mezzo di aghi inseriti in determinati punti del corpo (365 disposti lungo i meridiani), che corrispondono ad organi e apparati, promuove lo stato di salute dell’individuo. Nei reni, ad esempio, si raccoglie l’essenza della riproduzione, che può essere impoverita da aborti spontanei, precedenti gravidanze, ecc.

Alcuni studi hanno dimostrato la validità dell’agopuntura, che sarebbe in grado di favorire il concepimento e potenziare l’efficacia delle cure per l’infertilità, aumentando la vascolarizzazione dell’utero e risolvendo eventuali ristagni energetici a livello pelvico.

Più spesso, infatti, l’agopuntura viene associata al trattamento farmacologico previsto per la fecondazione assistita (FIVET), sia nella fase di preparazione al pick-up che in quella di transfer e post-transfer degli embrioni, aumentando le probabilità di restare incinta del 33%.

Va precisato che per legge l’agopuntura deve essere praticata da un medico (laureato in medicina) e solo dopo gli accertamenti diagnostici del caso. Per andare sul sicuro e non mettere a repentaglio la propria salute, oltre che il portafogli, è bene rivolgersi alla Società Italiana Agopuntori, che raccoglie la lista dei medici agopuntori presenti nel nostro Paese.

L’agopuntura è una terapia su misura, e i risultati variano da donna a donna. Salvo rari casi, non ci sono controindicazioni. I sintomi che si presentano, quali sudorazione e abbassamento della pressione, si risolvono rimuovendo gli aghi.

 

aghi per l'agopuntura