Asilo Nido Inserimento: l'importanza di fare le cose gradualmente

Che il distacco tra bambino e madre, dopo i primi mesi di vita passati praticamente in simbiosi, sia traumatico e per certi versi doloroso, è cosa nota. Proprio per questo motivo, nel momento in cui una famiglia decide di mandare i propri figli all’asilo nido, dovrà essere fatto un percorso che corrisponde al nome di “inserimento”.
L’asilo nido è di certo un luogo stimolante per i bambni e la sua funzione istituzionale in termini di crescita emotiva ed intellettuale non è in dubbio. Quel che spaventa dunque molto spesso i genitori è piuttosto altro, la reazione cioè dei bambini al distacco forzato.
Perchè questo trauma venga accolto nel migliore dei modi, le strutture mettono a disposizione una tempistica dilatata nel tempo affinchè i bambini si abituino gradatamente all’allontanamento quotidiano dei propri genitori. Il nuovo ambiente in sostanza, dovrà essere percepito dai piccolo come una continuità del proprio ambiente familiare. Come fare perchè questo avvenga? Come si organizza cioè “un’inserimento?” E’ molto semplice, oltre ad aver instaurato un rapporto personale con le educatrici, i genitori quotidianamente vengono coinvolti nelle attività dell’asilo: durante la prima settimana mamme o papà stanno con i figli e li accompagnano nel vari momenti e fasi del nido e si allontanano per poco tempo. In base alle reazioni che l’allontanamento provoca nei bimbi, le educatrici sono in grado di stabilire quanto lungo dovrà essere il tempo di inserimento.
L’inserimento naturalmente non ci mette al sicuro da una fase di crisi del bimbo, il distacco infatti seppur addolcito e graduale, provocherà comunque un momento di instabilità ma se il periodo di inserimento ha dato i suoi frutti, sarà una fase del tutto passeggera.
Dunque niente paura, e mamme, ricordate che l’asilo è per i vostri bambini FONDAMENTALE per il loro percorso di crescita!

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