Vandalismo Religioso: un atto d’intolleranza!

La tolleranza, al giorno d’oggi, sembra davvero in disuso. Non solo si è perso la fede in un Dio che possa quantomeno soccorrerci e sostenerci, al di là di ogni credo specifico, ma non si riesce neanche più a tollerare che siano gli altri ad aver bisogno di cercare Dio. Ma essere moderni significa denigrare la tradizione religiosa? Il disfattismo non è un altro terribile atto d’intolleranza, al pari di errori che la Chiesa ha fatto nel suo passato storico? Rubare, distruggere, profanare i luoghi e le effigi che, per molti, rappresentano l’amore, la speranza, la gioia o, quantomeno, che la cultura e la storia indicano come segni di una sofferenza, provocata dallo stesso male terreno, sono gli unici gesti che le nuove generazioni sanno offrire al mondo? Io appartengo alle nuove generazioni, ma non mi ritrovo in chi, qualche giorno fa, ha profanato una croce cristiana, in terra elvetica e, purtroppo, non è la prima volta che accade e, forse, non sarà neanche l’ultima! Ciò che ha giustamente indignato le comunità cattoliche del luogo non è stato solo il furto del crocefisso, ma la sua sostituzione con un’immagine profana e di cattivo gusto: quella di una donna nuda, crocefissa. Un atto d’ignoranza, d’inciviltà e di non rispetto per la sensibilità altrui. Un’immagine sacra, per qualunque comunità religiosa, merita rispetto e lo meritano tutti coloro che vanno in chiesa, che pregano; che credono che, un giorno, Cristo, davvero, salverà le nostre anime, sempre più afflitte dall’umanità allo sbando che ci circonda!

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