Scandalo Lega: Bossi contestato a Crema

Lo scandalo che ha colpito la Lega Nord è ancora ben lontano dall’assumere contorni del tutto chiari, ma inevitabilmente ha “smosso” qualcosa nella pubblica opinione, specie dell’Italia Settentrionale, che ha visto il partito “portabandiera” cadere sotto il peso di pratiche che erano sempre e comunque state indicate come un problema “degli altri”. Non sappiamo ancora quanto e cosa sapesse Umberto Bossi delle attività “spensierate” dell’ex tesoriere Belsito; quest’ultimo pare abbia detto che il senatur era informato dei “movimenti”, altri sostengono che, complice la malattia, l’ex leader del Carroccio non avesse le capacità per comprendere pienamente quel che avveniva intorno a lui.

Va detto che Bossi, le cui uscite pubbliche vengono sempre seguite con grande interesse, non ha perso la sua tendenza a strafare o straparlare e pare che nulla sia in grado di porre un freno alla sua incontinenza verbale. Nella giornata di ieri era a Crema, per tenere un comizio a sostegno del candidato leghista al comune, Roberto Torazzi.

All’appuntamento si sono presentati anche alcuni contestatori con uno striscione con su scritto “Lega Predona a Casa Nostra”; hanno anche intonato slogan e cori, come “Fuori la Lega dalle città”. E’ comparsa, tra le altre, anche una bandiera No Tav. I contestatori son stati tenuti a distanza dalle altre persone presenti al comizio dalle forze dell’ordine, mentre Torazzi ha esortato il “suo” pubblico ad andare avanti senza paura, dicendo tra l’altro: “C’è gente che lavora. Andate in fabbrica che vi fa bene”.

Bossi, dal canto suo, non ha potuto fare a meno di usare il suo linguaggio tradizionale ed ha reagito in questo modo: “Venite vicino, vi faccio sentire la carezza del destro, a voi fighetti di buona famiglia”. Ha poi persuaso i militanti leghisti a mantenere le calma, dicendo che i contestatori e chi è come loro sarebbe stato liquidato in cabina elettorale.

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