Nomi donne indiane: la discriminazione passa da li

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24/10/2011

Nakusa, Nakushi. Per noi sono nomi che non hanno il minimo senso.

Ma in India questi nomi hanno un significato pesante da portare. Significano infatti non voluta, non desiderata. In paesi asiatici, dove il mito della donna come inferiore è ancora molto presente e forte e dove il controllo delle nascite viene scandito dalla possibilità di avere un solo figlio per famiglia una figlia femmina è una maledizione.


Può solo essere essere un oggetto di scambio. Non porterà lavoro, non avrà cariche importanti, anzi, diventerà un costo perché al suo essere donna, dovrà essere affiancata una considerevole dote per la quale verrà venduta per tutta la vita al miglior offerente. Pensiamo quindi a come può essere brutto sentirsi non volute e portare addosso per tutta la vita in modo che tutti lo sappiano il fatto che siamo nate con il sesso sbagliato. In una città Indiana, è stata data per un giorno, la chance a queste ragazze di cambiare nome in accordo con gli enti e con lo stato. All’appello si sono presentate in quasi 300 giovani ragazze che hanno deciso di ripartire proprio da un nuovo nome. Non sappiamo, che nomi abbiano scelto tutte, ma una di loro, come emblema di quello che le è toccato sopportare ha scelto il nome Ashmita che significa forza.


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Il problema della discriminazione femminile è molto sentito e diffuso in tutto il blocco asiatico. Noi che siamo lontani da questo mondo e viviamo in una società occidentale non riusciamo ancora a capire chiaramente la sofferenza che molte di queste donne portano con loro per tutta la vita.

 

india4an5


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