L’Annunciazione Nell’Arte: per i moderni Maria che fa un test di gravidanza?

Religione
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Le iniziative pubblicitarie, quando toccano i temi religiosi, specialmente quelli cardine della dottrina cattolica, scatenano un’orda di polemiche! Ne abbiamo viste di ogni per i baci scioccanti del Papa sui cartelloni della Benetton ed, adesso, l’indignazione è profonda per il Poster che ha giganteggiato di fronte alla chiesa di San Matteo ad Auckland. Il Natale, qua, viene celebrato con un’immagine che vuole reinterpretare, in chiave moderna, un episodio centrale della dottrina cristiana.

L’annunciazione è l’evento che da il via al grande mistero del figlio di Dio che si fa uomo. Ma, se la interpretiamo da un punto di vista prettamente umano e femminile, l’annunciazione non è nient’altro che la scoperta di aspettare un bambino. Una scoperta che porta con sé una normale ansia e preoccupazione, per la donna, conscia che quest’evento cambierà completamente la propria vita. E’ border line pensare che la Madonna possa effettuare un test di gravidanza e rimanere scioccata per il risultato positivo, tuttavia è un’immagine efficace che può far comprendere la straordinarietà dell’evento.

Non prendiamoci in giro. Maria era una ragazza. Era giovane. Non aveva un marito né poteva permettersi di allevare un figlio. Sebbene si sia completamente affidata alle cure amorevoli del Signore, la sua reazione iniziale è stata di timore, di normale apprensione per il lieto evento. Non solo: la Madonna è chiamata a concepire ed a dare alla luce il figlio di Dio. Perché reinterpretare gli eventi religiosi in chiave umana è qualcosa di cui scandalizzarsi? Non dovrebbero essere altri eventi, molto più incresciosi, a dover alzare un velo di polemica?

L’immagine non ha uno scopo sacrilego. Ha l’intento di avvicinare l’immagine di Maria a quella di qualsiasi madre che scopre di aspettare un figlio. Ritrae quell’istante nel quale ogni donna si perde tra i suoi pensieri, in cui il cuore batte forte, mentre gli occhi non si staccano dal risultato del test. C’è chi piange, c’è chi resta senza parole, c’è chi ride a crepapelle. Ma tutte le mamme, all’inizio, temono d’intraprendere quel viaggio meraviglioso che le porterà ad essere progenitrici. Perché Maria non può aver avuto, anche solo per un attimo, il timore di non essere all’altezza di un compito così eccelso e quello più comune di essere l’artefice di una nuova vita?

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