Istruzione Religiosa: credere in Dio non è sinonimo d’ignoranza!

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19/08/2011

E’ un po sfatare il mito del credulone che si beve tutto ciò che gli viene detto; così, popolarmente, si crede che chi va sempre in chiesa e crede ciecamente ai precetti della Bibbia lo faccia perchè non ha gli strumenti razionali per poter mettere in dubbio il “dogma”. In questo modo, la religione viene vista come un indottrinamento spontaneo ed ingenuo, per il volgo. Per fortuna, arriva uno studio americano, della Lincoln University a dirci che non è così. Anche chi possiede un’istruzione elevata crede in Dio e va in chiesa. Finalmente il mito negativo è stato sfatato. Ovviamente, l’istruzione determina delle conseguenze a livello di pratiche e credenze religiose. Quali? Ad esempio, si ha una maggiore apertura mentale e tolleranza per vari tipi di credo. Si crede in un’entità superiore, a cui spesso non si da un nome. Tuttavia, si crede. Perchè credere e pensare non sono così tanto agli antipodi. Tuttavia, chi non si è fermato alla quinta elementare è portato persino a credere con forza alla possibilità che l’anima intraprenda una vita dopo la morte. Concetti profondi e spiritualmente interessanti che non collimano con la forza razionale, come spesso ripete Papa Benedetto XVI.

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Lo studio ha mostrato effetti diametralmente opposti al credo popolare. Con livelli di istruzione più alti, si aumenta la possibilità di aderire a pratiche religiose, di possedere gli strumenti per leggere e comprendere un testo impegnativo come la Bibbia, di abbracciare un credo, addirittura, più tradizionale. E’ chiaro che la religione non è un’imposizione e chi ha gli strumenti per conoscere ogni credo, ogni tradizione ed ogni dottrina profondamente può scegliere con libertà di coscienza ciò in cui più si ritrova. Ovviamente, l’individuo istruito vorrebbe che non fosse la società ad imporre un credo, ma che, appunto, l’istruzione diffusa fornisse gli strumenti al cittadino per scegliere l’educazione spirituale che più gli si confà. Studiare e conoscere ci permettono di aprire la mente, di scoprire ogni livello ed angolo della conoscenza, persino l’universo spirituale. L’uomo, però, cerca sempre d’indagare oltre il noto ed oltre i limiti dello scibile, così è e così sarà sempre…


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