Festeggiare Il Natale A Scuola: bello anche per i non cristiani?

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08/12/2011

Occorre fare una distinzione tra l’aspetto culturale del Natale e quello religioso. Sul fatto che il Natale sia una celebrazione cristiana penso siamo tutti d’accordo. Ma è anche una tradizione culturale, legata all’Occidente e quindi anche all’Italia! Se ci rechiamo ad Ankara, con molta probabilità, saranno altre le festività celebrate nelle scuole primarie. Ogni cultura ed ogni religione rispetta alcune tradizioni. Il punto è: dobbiamo vedere il Natale dal punto di vista religioso oppure lo possiamo interpretare dal punto di vista “magico”, quello che un bambino può possedere? In effetti, a sei anni, si può vivere il Natale come la magia delle luci; come l’importanza del dono verso il prossimo; come il calore di contribuire tutti insieme a rendere magica la propria scuola, con gli addobbi. Perché inserire diatribe, tra adulti, in un contesto felice come quello del Natale? E, soprattutto, perché un genitore musulmano oppure un Testimone di Geova dovrebbe rifiutarsi, categoricamente, di far partecipare i propri figli alla magia del Natale? Non significa chiudere gli occhi ai propri figli? Costringerli a vedere tramite i nostri occhi e le nostre menti, forse, troppo spesso, chiuse? Io credo che la tradizione di ogni paese vada rispettata e che chi decide di recarsi in un paese con determinate usanze religiose debba essere in grado di comprenderle ed accoglierle. Un bambino non decide di diventare cristiano solo perché ha visto un albero di Natale. La paura della conversione è totalmente errata. Anzi, più si tarperà le ali della conoscenza ai propri figli e più questi tenderanno a non accogliere gli ideali genitoriali! Il Natale è gioia e la gioia è di tutti!


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Religione
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