Costumi da bagno vintage: per uno stile personale e retrò

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23/06/2011

Com’è ormai molto noto, il vintage sta spopolando un po’ ovunque e ad andare a ruba non solo soltanto i classici vestitoni floreali anni ’70 e le borse in cuoio della nonna, ma ormai praticamente qualsiasi capo o accessorio dal gusto retrò può essere recuperato e reinserito anche in un abbigliamento dal taglio moderno. Di fatti non occorre vestirsi interamente in modo vintage, anzi spesso si selezionano pochi pezzi da abbinare poi ad outfit contemporanei. I periodi amati sono vari: dal rigoroso stile degli anni ’20 e ’30 all’euforia degli anni del boom economico, dal gusto hippie degli anni ’70 fino ai cotonati anni ’80.


Ovviamente tra i molti capi recuperati dagli armadi dei decessi trascorsi non poteva mancare il costume da bagno che, a partire dall’affermazione durante gli anni del fascismo, ha conosciuto un’evoluzione importante. Negli anni ’30 e ’40 si tratta di un indumento strettamente riservato alla pratica sportiva, era dunque considerato fuori luogo prendere il sole o sostare in spiaggia con solo il costume. Di conseguenza si adottavano i cosiddetti “pigiami da spiaggia”, concetto che oggi può farci un po’ sorridere, che sostanzialmente erano delle tuniche o vestaglie. Con il passare degli anni i costumi si fanno sempre più curati esteticamente e più seducenti. Si abbandona gradualmente il predominio assoluto del costume intero e cominciano a far capolino i primi bikini.

In questi anni si stanno recuperando moltissimo le linee retrò e un po’ castigate dei costumi degli anni ’50 e ’60. In particolar modo si apprezzano molto i bikini a fascia dai toni molto accesi e brillanti e i costumi interi dall’effetto contenitivo.


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