Uomini e donne, Karina Cascella dura contro Natalia Paragoni: “tristezza infinita”

Jenny Bertoldo
  • Laureanda in Filologia moderna
06/08/2022

Karina Cascella ha preso la parola sul web per dire la sua contro lo sfogo che Natalia Paragoni ha avuto sul web nei giorni scorsi. Natalia aveva svelato di sentirsi spesso molto in ansia per non essere perfetta. Un atteggiamento che Karina Cascella ritiene poco sano. Ecco cosa ha detto.

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La giovane Natalia Paragoni è nota al grande pubblico per la sua partecipazione a Uomini e donne, dove ha conosciuto il suo attuale compagno Andrea Zelletta. Qualche giorno fa la 24enne si è sfogata su Instagram circa alcuni problemi di ansia che le verrebbero dal suo lavoro da influencer:

Da quando faccio più o meno questo lavoro, cioè da tre anni, ogni estate mi chiudo in me stessa e mi sento un po’ inutile. Penso sempre che potevo fare di più o che possa dare di più. E finisco in questa situazione tipo di ansia da prestazione, di essere sempre perfetta.

Ha poi aggiunto:

In questo lavoro c’è molta competizione. C’è in tutti i lavori, ma in questo è molto più amplificata. Non so, ho questi momenti di stand by che tante volte durano troppo. Vorrei non averli più, non so come spiegare.

Uomini e donne: Natalia Paragoni in lacrime, ma Karina Cascella non ci sta!

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A Karina Cascella però non è affatto piaciuto il messaggio condiviso da Natalia Paragoni. Così su Instagram ha commentato il fatto ripostando il video della ex corteggiatrice:

Vedere una ragazza così bella e giovane piangere e deprimersi perché in questo lavoro (soprattutto in estate, chissà come mai) si stressa perché ha l’ansia da prestazione e da “perfezione”. Non avrebbe alcun motivo per essere triste rispetto al suo lavoro. Dio mio ma cosa dovrebbero dire le persone che lavorano 12 ore al giorno? Purtroppo questi social stanno rovinando letteralmente i giovani.Non si può continuare così, vivere con questi telefonini in mano tutto il giorno.

Inoltre secondo Karina Cascella i giovani influencer dovrebbero capire meglio quale sia la loro strada e trovarsi un « lavoro vero »:

Vi siete mai chiesti dove finireste se tutto questo un giorno dovesse finire? Io sì. Giovani che non avete mai conosciuto il sacrificio di un lavoro vero, fatto di sudore e fatica, svegliatevi vi prego. Perché altrimenti sarà una generazione la vostra di rimbambiti, che al primo problema si arrenderà.