Morte Astori: la compagna chiede verità e giustizia

Roberta Porti
  • Esperta in Gossip e Soap opera
04/02/2021

Francesca Fioretti, compagna del famoso calciatore della Fiorentina Davide Astori e madre di sua figlia, ha annunciato sui social che sarà presente al processo nel quale verrà fatta luce sulla morte di Davide e appurerà eventuali responsabilità.

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Francesca, a distanza di 3 anni dalla perdita del compagno, chiede che venga fatta giustizia per Davide e vuole la verità sulla tragica scomparsa dell’uomo che amava. Secondo la super perizia effettuata sul corpo del calciatore però, la sua morte non poteva essere in alcun modo evitata dunque non ci sarebbero responsabili.

Francesca e la verità per Davide

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La compagna di Davide Astori è decisa a chiedere la verità sulla morte del compagno scomparso improvvisamente alla giovane età di 31 anni; la Fioretti, dopo anni di silenzio, si sfoga sui social in merito alle indiscrezioni trapelate circa le indagini in corso.

Francesca infatti è sconcertata da quello che è stato divulgato poiché ritiene che venga raccontata solo una parte di quanto emerso finora:

“Il processo in corso serve ad arrivare a una verità, che non sarà consolatoria in ogni caso: l’idea che la morte di Davide potesse essere evitata aumenta persino il dolore. Ma se esisteva anche la più piccola possibilità che avesse a disposizione un minuto in più, un’ora in più o la sua vita intera, io credo che quella possibilità dovesse essere esplorata, che lui meritasse di averla e che tutto ciò che l’ha ostacolata debba in caso venire alla luce. Per lui e per evitare che succeda di nuovo”.

La vicenda

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Classe 1987, Davide Astori è tragicamente scomparso il 4 marzo 2018 quando venne trovato morto nella sua stanza in un albergo di Udine dove la squadra si trovava prima della partita contro l’Udinese.

Secondo una prima autopsia la causa del decesso è riconducibile ad una “morte cardiaca improvvisa seguita a fibrillazione ventricolare dovuta a una cardiomiopatia aritmogena silente” e subito sono partite le indagini per accertare eventuali responsabilità e capire se la morte del giovane difensore potesse essere evitata.

Il Gup Antonio Pezzuti aveva successivamente disposto un’ulteriore autopsia che, come raccontato dall’Ansa, confermerebbe quanto emerso precedentemente: la tragedia non poteva essere in alcun modo prevista e scongiurata in quanto, nonostante durante alcune visite fossero state riscontrate delle aritmie-cardiache, anche se Davide avesse fatto ulteriori controlli questi non avrebbero comunque identificato la patologia per la quale è poi deceduto.

Quando è scomparso Davide era da poco diventato papà di Vittoria, una splendida bimba nata dall’amore con Francesca nel 2016.

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