Yara Gambirasio News, tre nomi per un delitto



Una svolta? Non proprio, ma forse un piccolo passo in avanti. Gli inquirenti che indagano sul caso di Yara Gambirasio stanno appuntando la loro attenzione su tre uomini. E’ una notizia riportata dal settimanale Oggi, con la motivazione che si tratterebbe delle uniche tre persone che la sera della scomparsa della ragazzina si trovavano nel cantiere di Mapello; nell’ordine il custode, il piastrellista marocchino Mohamed Fikri e Roberto Benozzo, il datore di lavoro.
Si torna al cantiere quindi, lo stesso in cui si era già arrivati seguendo i cani molecolari, e che era già stato analizzato da cima a fondo usando sonde all’avanguardia. Gli elementi che portano di nuovo a Mapello sono molti: si parte dal fiuto dei cani, poi il pulviscolo di cemento trovato dall’autopsia nei polmoni di Yara, e la taglierina da piastrellista presumibilmente usata dall’assassino per colpire la giovane.
Riportiamo a questo proposito quanto scrive Oggi: “Possibile – si chiedono polizia e carabinieri – che nessuno abbia visto o sentito niente, se Yara è transitata da lì”? La ragazzina, purtroppo per lei, non deve affatto aver vissuto bei momenti. In più ci si chiede, una volta di più, che ruolo dare alla figura di Fikri: “”Quando salì sul traghetto che doveva portarlo in Tunisia, lui e Benozzo imbarcarono anche un furgone bianco furgone del quale si è persa ogni traccia”. Un mezzo rispetto al quale hanno concordato le versioni di diversi testimoni che la sera della scomparsa erano nei pressi della palestra di Brembate da dove si sono perse le tracce di Yara. Perché non lo si è cercato?