Yara Gambirasio News, quel libro troppo pieno di particolari…



L’uomo che sapeva troppo. O quasi. A Castiglion Fiorentino, in provincia di Arezzo, secondo la Procura di Bergamo, qualcuno è a conoscenza di molti particolari inerenti la morte di Yara Gambirasio, la tredicenne scomparsa a Brembate di Sopra il 26 novembre 2010 e ritrovata morta il 26 febbraio di quest’anno nel campo di Chignolo. Un omicidio, come molti sapranno, ancora privo di una soluzione.
L’uomo cui abbiamo fatto riferimento all’inizio risponde al nome di Alessandro Castellani, di professione infermiere che ha anche scritto un libro sulla morte di Yara Gambirasio e di Sarah Scazzi dal titolo “Yara e Sarah, due vite rubate”. Gli inquirenti bergamaschi hanno avuto modo di rilevare che alcuni particolari del libro, come il dettaglio che Yara si sarebbe iscritta al liceo scientifico e che le piacevano i Modà, non potevano essere noti a persone estranee alla cerchia della ragazzina. E proprio per questo motivo, infermiere aretino è stato interrogato, per conto dei magistrati bergamaschi, dai carabinieri di Castiglion Fiorentino.
Il sito Tgcom riporta alcune sue parole: “I carabinieri mi hanno chiesto se avessi mai avuto rapporti con la famiglia o con chi la conosceva anche tramite social network, ma ho risposto di no”. Quella sui Modà è stata solo una sua fantasia, basata sul presupposto “a me piacciono i Modà, come piacciono anche al 95% dei tredicenni italiani”. Alla fine dell’interrogatorio Castellani è stato sottoposto a test del DNA e la cosa non gli è andata affatto giù: “Questa è la cosa che mi ha irritato di più […] ma come, uno scrive un libro che cerca di dare un contributo alla verità e viene interrogato dai carabinieri?”