Yara Gambirasio, mancata archiviazione per Mohammed Fikri



Alla fine è slittata ancora l’archivazione di Mohammed Fikri; prima infatti sarà necessario escludere in modo categorico la presenza del DNA dell’uomo sui resti di Yara Gambirasio. Ricordiamo che il piastrellista marocchino, inizialmente, a causa di un’intercettazione tradotta male, fu arrestato mentre si stava per recare nel suo paese. L’equivoco venne chiarito subito, ma indubbiamente è stato qualcosa di molto pesante per l’uomo.

Proprio ieri mattina Mohammed Fikri è comparso in udienza assieme al legale della famiglia di Yara Gambirasio, l’avvocato Enrico Pelillo mentre con loro c’era anche il genetista Giorgio Portera, consulente scientifico dei genitori della ragazzina di Brembate di Sopra (provincia di Bergamo).

Fikri, la sera della scomparsa di Yara si trovava regolarmente al lavoro presso il cantiere di Mapello (luogo in cui arrivarono i cani molecolari messi alla ricerca di Yara). Gli accertamenti di tipo genetico hanno escluso in ogni modo la possibilità che sia colpevole o abbia preso parte all’omicidio di Yara Gambirasio; tuttavia non è ancora possibile archiviare del tutto la sua posizione senza aver prima vagliato ogni possibilità.

Lo stesso Pubblico Ministero, Letizia Ruggeri, aveva chiesto l’archiviazione per l’uomo, ma il GIP Ezia Maccora aveva replicato che questa non era ancora opportuna, dal momento che necessitava preliminarmente di leggere altre parti della documentazione sul caso (ad esempio la relazione sull’autopsia) che non le erano ancora state consegnate. Resta ancora avvolto da un fitto mistero il volto del vero assassino della piccola Yara; le indagini hanno preso ogni possibile direzione, ivi compresa la raccolta di un grandissimo numero di campioni di DNA. Ma per ora le piste aperte rimangono strettissime.