Whitney Houston Morte: era più forte la droga

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E’ andata via da soli pochi giorni, eppure la grande Whitney Houston riesce ancora a far parlare di sé. Purtroppo le voci che si rincorrono dopo la sua morte –avvenuta in maniera inaspettata lo scorso 11 di febbraio del 2012- non riguardano il suo talento e le sue canzoni (come sarebbe esclusivamente giusto ricordare), bensì i ‘vizi’ dell’artista.

In particolare la sua forte dipendenza dalle droghe. A parlare è lo stesso ex autista della Houston, Al Bowman, colui che ha prestato il suo servizio alla cantante per diverso tempo. Bowman non si è risparmiato nel dichiarare dettagli della vita privata di Whitney, mettendo in luce i seri problemi di tossicodipendenza di lei.

L’ex autista –che pure aveva avuto datori di lavoro considerati ‘turbolenti’, come Ozzy Osbourne e Michael e Janet Jackson- racconta senza mezzi termini alcuni episodi legati al ‘vizietto’ della Houston. Pare che la forte dipendenza dal crack, la rendesse veramente poco lucida, tanto da non fermarla nell’assumere la terribile droga nemmeno nella limousine, in presenza della sua figlioletta di 7 anni.

In più Bowman asserisce di aver accompagnato lui personalmente la cantante in alcune zone molto malfamate della città, direttamente a casa degli spacciatori, solo per potersi procurare una dose di cocaina. Pare che la droga, rendesse Whitney Houston talmente poco lucida da farle compiere azioni un po’…’sopra le righe’, come ad esempio l’orgia improvvisata sempre nella limousine guidata dall’ex autista, in compagnia del marito Bobby e di un’amica.

In ogni caso, a prescindere dal fatto che queste rivelazioni siano vere oppure no, forse bisognerebbe avere un po’ più di rispetto nei confronti di un personaggio di fama mondiale del calibro della Houston. Già in vita non poteva godere della totale privacy…almeno ora che non c’è più, magari un po’ più di discrezione sarebbe gradita…