Violenza contro i bambini, in Svezia condannate 23 donne



Già il reato è considerato –a ragione- uno dei più odiosi che un essere umano adulto possa commettere. Sicuramente, l’omicidio è un reato grave, poiché priva della vita un’altra persona, ma fare della violenza sui bambini significa spesso privare quegli stessi bambini indifesi della libertà di diventare adulti sani ed equilibrati. A maggior ragione se si tratta di pornografia. Ma il caso che si offre oggi alle cronache di tutto il mondo, non può che lasciare ancora di più indignati. Ben 23 donne sono state condannate in Svezia – dal tribunale distrettuale di Falu- per gravi reati pedopornografici. Tra di loro, anche un uomo di 43 anni, condannato anche esso a soltanto un anno di carcere, sempre per il reato attribuitogli di ‘pornografia infantile aggravata’. La storia lascia molto scioccati, per diversi motivi.

Innanzitutto, perché la storia giudiziaria ci aveva fino ad ora abituato a vedere tale abominevole reato come appannaggio quasi esclusivo dell’universo maschile. Qui invece si parla di donne, tra i 38 e i 70 anni che, complice l’uomo condannato con loro, si scambiavano on line con questi decine e decine di video e fotografie pedopornografiche, i cui soggetti ritratti erano teenager, ma anche bambini più piccoli ed anche –cosa che fa rabbrividire ancora di più- neonati… Cosa scatta nella mente di queste donne, presumibilmente molte di loro anche loro madri, fa quasi spavento domandarselo. Resta il fatto che per questo reato oggi vengono condannate com’è giusto che sia e multate tra i 270 euro e i 1965 euro. Ma questo basterà per risarcire il futuro dei poveri bambini utilizzati come inconsapevoli oggetti sessuali di gente adulta perversa?