Venezia 2012: i film Religiosi fischiati ed applauditi!

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Malick cerca un Dio che non esiste e dopo aver vinto a Cannes 2011 con l’onirico Tree Of Life ritenta la strada dell’evocazione in To The Wonder, attesissimo dagli spettatori della laguna. Sono le immagini a parlare, in un susseguirsi di paesaggi, maree e scorci naturali. E’ certamente la natura a parlare più che gli algidi protagonisti, alle prese con amori convenienti ed irrisolti, incerti e non completi, proprio come quel senso del tutto che sembra sfuggire. E’ un’opera che ricerca, ancora una volta, un senso compiuto che sembra perdersi nelle piccole cose che scorrono davanti agli occhi… Molti, infatti, gli scontenti dopo i titoli di coda. Ma Malick non cerca consensi. Egli desidera unicamente denunciare l’assenza di un Dio dalle cose umane, determinando la solitudine e l’assolutezza dell’essere, del vivere e del divenire.

Altro film contestato ed elogiato al medesimo tempo è stato Fill The Void di Rama Burshtein, pellicola che denuncia i limiti dell’ortodossia religiosa. Una Tel Aviv di uomini padroni e donne senza nome si staglia davanti ai nostri occhi e Shira nulla può quando sua sorella viene a mancare e la famiglia, così come la dottrina, la obbligano a sposare il cognato. Il suo sogno di un matrimonio felice e d’amore s’infrange contro barriere del tradizionalismo, del maschilismo e dell’ipocrisia di una dottrina fuori dal mondo contemporaneo che pure è ancora parte di quel mondo. Tuttavia, Shira, saprà trovare nell’uomo che le è stato assegnato qualcosa di sconvolgente…

Indagare l’assoluto, sdoganare miti e dottrine. La macchina da presa può e deve dare un senso a qualcosa che senso, per definizione, non ha…