Vaccini ed autismo: esiste una correlazione comprovata?



Il vaccino trivalente, quello, in poche parole che si effettua per contrastare rosolia, parotite e morbillo, è consigliato a tutti i bambini intorno ai 3 anni d’età. Non è obbligatorio, ma neanche controindicato. Eppure i vaccini non sembrano solo mezzi tramite il quale debellare patologie di una sostanziale gravità. Molto spesso possono provocare complicanze o effetti collaterali.

Ha fatto discutere una sentenza del Tribunale riminese la quale ha obbligato il Ministero della Sanità a risarcire la famiglia di un bambino di tre anni che pare aver contratto l’autismo a seguito del famoso vaccino trivalente. Ma esiste una correlazione comprovata tra vaccini ed autismo? Nel bugiardino di un vaccino di produzione francese, tra i gravi effetti collaterali del farmaco, è possibile leggere proprio l’autismo, patologia difficile da comprendere e da trattare, apparentemente senza soluzione; un buio che subitamente invade la gioia pregressa, il silenzio che si tramuta in dolore. Ed è proprio quello che è accaduto al piccolo di Rimini, improvvisamente ammutolito, stralunato, fissato nei particolari di una vita alla quale, fino ad allora, aveva sorriso. Pare esserci un altro caso simile, riferibile ad un bambino spensierato sino al giorno del vaccino trivalente. Lo si evince dai video che il padre soleva girare riprendendo ogni attimo della vita del piccolo. E nei giorni successivi al vaccino, egli non ha mai più filmato un sorriso…

Il Ministero della Sanità assicura che non vi è nessuna correlazione scientificamente provata tra la somministrazione del vaccino nei bambini e l’autismo. Per molti, si tratta solo di una coincidenza cronologica, visto che l’autismo si manifesta, con tutta la sua violenza, proprio intorno ai 3 anni, età “di vaccini”!

Ma siete al corrente che in Italia vi sono più di 500 persone che percepiscono pensioni, poichè affette da patologie causate dai vaccini? Ciò dovrebbe portarci a dubitare di una prevenzione tuttavia imprescindibile? Che fare?

E’ semplice… Basterebbe un semplice test allergologico prima di effettuare il vaccino, al fine di scongiurare intolleranze o effetti collaterali ancora più gravi. Perché, in Italia, questa pratica è ancora in disuso?