Una donna che mangia droga: “per guadagnare e crescere mia figlia”



Torino Porta Susa, stazione, una donna nigeriana di trentuno anni si sente male: ha nello stomaco quattro maxi ovuli di droga e in braccio una bambina di pochi mesi. Così, i carabinieri scoprono la storia di Veronica, già nota alle forze dell’ordine per spaccio e detenzione di droga.
 
«Mangio droga per crescere mia figlia – ha detto ai carabinieri – non ho altro». I militari che le hanno trovate, entrambe doloranti – la bambina aveva la febbre alta – alla stazione, hanno accompagnato madre e figlia prima in caserma e poi in ospedale, dove una radiografia allo stomaco della donna ha svelato la raggelante verità: Veronica aveva ingerito quattro maxi ovuli di droga.
 
In tasca aveva un biglietto aereo e alcuni biglietti ferroviari. Veronica era partita da Asti, diretta prima a Malpensa, da dove, poi, avrebbe preso un aereo per Amsterdam; tutto questo con la figlia di pochissimi mesi. L’ultima frase che la donna ha detto ha detto ai carabinieri è stata questa: «Mangio droga per crescere mia figlia, lo faccio per la mia bambina. Ora la voglio con me, voglio andare in carcere con lei».
 
Quante altre donne come Veronica ci sono in giro per l’Italia? Quante donne, costrette come Veronica, ad una vita di spaccio e di strada? Veronica, forse, è stata salvata in tempo, e con lei la piccola che ha dato al mondo. Ma quante muoiono giovani, lasciando figli e figlie nelle mani di chissà chi? Che fine faranno Veronica e la sua bambina? In carcere insieme, oppure separate, ma comunque una vita difficile.