Turismo Estetico: si spende poco ma si rischia molto!



L’ultima frontiera del turismo è il cosiddetto Turismo Estetico, vera e propria libidine chirurgica che attira amanti del bisturi e curiose! Se, infatti, in Italia, per un intervento al seno come si deve non si spende meno di 9.000 euro, in Tunisia o in Brasile si spende davvero poco. Addirittura, con cifre irrisorie, dai 2000 ai 4000 euro, si ha diritto ad un all inclusive in un resort della zona, comprensivo di operazione!

La chirurgia estetica è spesso un vezzo non necessario, ma quando invece diventa necessaria a causa di una patologia che ha deteriorato il seno femminile è ovvio come, in tempi di crisi, si dia un occhio al prezzo. Ed, in Italia, i prezzi per gli interventi di chirurgia estetica sono davvero esorbitanti, senza eccezione alcuna!

Il punto é: perché si verifica questa oscillazione nei costi? La spesa minore è a detrimento di un’assistenza necessaria o della qualità stessa dell’intervento?

Il dilemma è presto risolto. Innanzitutto, queste strutture mediche non hanno alcun aggancio con medici italiani e, dunque, non prevedono un’assistenza sul territorio, una volta conclusasi l’operazione ed una volta volate di nuovo a casa! Dunque, se ci dovessero essere complicazioni, si rischierebbe una nuova operazione, non a costo 0, nel nostro paese! Nel caso infatti vi operaste in Italia, se dovessero insorgere complicazioni post-operatorie che necessitassero di un nuovo intervento, non paghereste 1 euro! Dunque, meglio rischiare col low-cost o spendere una cifra più alta, consce, però, della qualità dei materiali e del servizio stesso?

La stessa visita pre-operatoria, altamente importante, al fine di stabilire la prassi chirurgica, è spesso inesistente in questi iter turistici estetici. I medici visualizzano, infatti, delle foto dettagliate inviate via Internet dalla paziente e sulla base delle stesse basano i passi da compiere durante l’intervento! Una superficialità che sicuramente non è sinonimo di professionalità!

Per non parlare della scarsa qualità delle protesi innestate. Spesso le pazienti sono tornate dall’Europa dell’Est o dal Sudamerica con un seno nuovo, ma solo dopo pochi giorni hanno iniziato ad avvertire dolori o fastidi, esibendo tutti i sintomi di una grave infezione. Non è raro, infatti, che le protesi inserite in questi centri di dubbia professionalità siano costituite da materiali scadenti e, dunque, altamente pericolosi per la salute della donna!

Quando si tratta d’interventi, soprattutto se essi non sono necessari, bensì costituiscono un desiderio puramente estetico di una donna che vorrebbe star meglio con sé stessa, non è il caso di risparmiare. Non dimentichiamoci che si gioca con la vita e la vita ha un prezzo!