Tumore alle ovaie: riconoscerlo per non arrivare tardi

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Si può guarire nel 90% dei casi ma il fattore essenziale è il tempo. Troppo spesso le donne ignorano i sintomi e la diagnosi del tumore all’ovaio slitta, quando ormai è troppo tardi. Lo svela un’indagine pubblicata sul Corriere delle Sera on line, secondo cui almeno otto donne su dieci arrivano tardi, quando ormai non c’è più niente da fare.

Non si può dire “a me non succederà”, perché a quanto pare ogni anno almeno 4.500 donne in Italia ne sono colpite, di cui quasi tremila muoiono in conseguenza del tumore alle ovaie. Il problema principale è che le donne arrivano troppo tardi, quando il cancro è in stato avanzato: solo una buona informazione e una prevenzione costante possono salvare da questo male. Per questo è importante sapere almeno i sintomi e se si hanno fenomeni sospetti, bisogna subito approfondire: parliamo di nausea, stitichezza, gonfiore addominale, diarrea e difficoltà digestive. Tutti dunque sintomi di disfunzioni gastrointestinali. Oltre che fumo e sovrappeso. E fare controlli periodici, oltre che ecografie e analisi accurate in presenza di questi sintomi.

Il tumore alle ovaie rappresenta il sesto tumore femminile più diffuso al mondo e si presenta soprattutto dopo la menopausa. Inoltre, secondo il Presidente della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia, Nicola Surico, le probabilità maggiori di un tumore alle ovaie sono in casi di mestruazioni precoci, assenze di gravidanza o una menopausa tardiva. E anche se siamo in presenza di una malattia familiare, cioè se in famiglia ci sono già casi di tumore alle ovaie, in questi casi bisognerebbe prevenire maggiormente. Solo l’informazione e l’attenzione possono salvare le donne dal male per eccellenza e che diagnosticato tardi,  porta anche alla morte.