The Hunger Games: La ragazza di fuoco vi stupirà



Il trionfo di Gary Ross al cinema è palpabile. Dopo Plesentville, film nel quale ha sfoggiato al sua abilità come regista, replica ora con Hunger Games, ispirato al romanzo di fantascienza di Suzanne Collins.

La regia è stata resa in modo magistrale sporca e reale dando già dalle prime battute un impressione angosciante che si può sentire anche nel libro e che caratterizzerà tutto il film mantenendolo sul filo della realtà.

Se Twilight era girato in modo da incantare il pubblico, come una bella favola dai colori cupi, Hunger Games sfoga tutta la cattiveria della città immaginaria di Capitol City e dimostra quanto spietata possa essere la vita e quanto dura sia l’esistenza dei partecipanti al gioco mortale che si svolge nel film.

Nonostante appunto tagli improvvisi e riprese con la camera in mano la regia è uno studio angosciante e sincero dei protagonisti e del romanzo frutto anche per la stessa autrice di alcune esperienze che l’hanno aiutata a maturale gli stati d’animo presenti nel libro.

La continua sensazione di paura, rabbia e dolore, il terrore di perdere una persona che si ama, Suzanne l’ha sperimentato sulla propria pelle con la partenza del padre per la guerra, mentre il racconto è stato ispirato da miti religiosi e vicende che anno intimamente coinvolto l’autrice.

In America il libro che doveva uscire con una tiratura limitata, è stato un successone tanto è vero che è stata necessaria una ristampa per colmare la richiesta. La critica a suo tempo ha risposto quasi tutta positivamente ad un approccio con la fantascienza tutt’altro che scontato.

Ora sembra che la trasposizione cinematografica che dovrebbe diventare a puntate riesca incredibilmente a mantenere le stesse identiche aspettative garantite dal libro consacrando in questo modo Gary Ross come regista.