Terremoto Perù: le cifre del disastro



Circa 145 feriti, 125 abitazioni completamente distrutte e 581 dispersi. Queste le cifre del terremoto di magnitudo 6.2 che nella notte tra il 29 e 30 gennaio ha sconvolto il Perù e, precisamente, la regione di Ica a sud dello stato dell’America meridionale.

Per quanto riguarda i feriti scampati alla tragedia, il direttore della Protezione Civile, Cesar Chonate, intervistato da radio RPP, ha dichiarato che perlopiù si tratta di ferite e contusioni lievi o comunque risolvibili in breve tempo. A preoccupare invece sono le condizioni dei dispersi, la cui cifra attualmente è di 581.

La notte del 29 gennaio, dopo poco la mezzanotte, la terra in Perù ha tremato scatenando il terrore in tutti gli abitanti della zona e, in particolare, nei cittadini di Ica, dove il sisma ha generato danni consistenti alle abitazioni.

Fortunatamente l’Istituto di Geofisica dello Stato sudamericano per ora ha smentito la possibilità di uno Tsunami, ma nella mattinata di ieri una nuova scossa, seppur di lieve entità, ha fatto tremare nuovamente la popolazione convincendo le autorità ed i soccorsi ad allestire un campo con delle tende per poter ospitare gli abitanti rimasti senza casa.

Il Perù torna ad essere vittima degli eventi naturali, come accadde nel 2007, quando un terremoto di magnitudo 7.9 causò la morte di 500 anime ed oltre 200mila feriti.

Anche quella volta a subire le conseguenze più gravi fu la regione di Ica, motivo per cui la popolazione teme che possa nuovamente verificarsi un fenomeno di quelle dimensioni.

Non a caso lo stesso Istituto nazionale di Geofisica ha affermato che il Perù, essendo situato sulla cintura di fuoco del Pacificio, è soggetto a numerose scosse la cui percentuale è pari all’85% degli eventi sismici mondiali.