Stupri correttivi: guarire dall’omosessualità….



Siamo qui a raccontarvi purtroppo l’ennesimo caso di violenza sulle donne, proveniente in questo caso dall’Africa.


Millicent Gaika
è una donna sudafricana che è stata vittima di uno “stupro correttivo” da parte di un uomo, Andile Ngoza, oggi a piede libero.
Stupro correttivo, avete letto bene. Una denominazione agghiacciante che eppure in Sud Africa acquisisce un senso ben preciso e abitualmente praticato. Lo stupro correttivo non è altro che una tipologia di violenza sessuale praticata su uomini e donne omosessuali o semplicemente sospettati di esserlo. Una sorta di cura dunque, per tutte quelle persone che hanno un orientamento sessuale diverso da quello etero.
La donna ha dichiarato al giudice che mentre l’uomo la stava violentando, continuava a ripeterle:  “So che sei lesbica, non sei un uomo, pensi di esserlo, ma ora ti faccio vedere che sei una donna”.
La causa di Millicent è seguita dalla Luleki Sizwe, un’associazione volontaria che si occupa dei diritti di LGBT di Città del Capo. La storia di Millicent è stata inoltre veicolata dalla rete grazie al sito Change.org che si è fatto portatore di una petizione che ha lo scopo di dichiarare lo stupro correttivo come un reato di discriminazione.
La petizione ha ad oggi raggiunto di 130.000  firme e vi chiediamo, se avete voglia, di unirvi come noi di Donna10, all’impegno sociale nei riguardi di reati come questo.