SOS TATA non piace ai pediatri

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La famosa trasmissione che va in onda su La7, ‘Sos Tata’, è stata additata dall’Associazione Pediatri come ‘diseducativa’. In particolare, ad essere messa sotto accusa è una puntata in particolare, quella che è andata in onda lo scorso 14 settembre 2013, in cui la tata Lucia insegnava ai genitori come far smettere di piangere al proprio bimbo di appena 12 mesi: il piccolino veniva lasciato piangere nel suo lettino, in maniera disperata, mentre la madre veniva trattenuta in un’altra stanza da tata Lucia.

 

Dopo la visione di questa puntata, l’Associazione dei Pediatri ha scritto al Garante per la protezione dell’infanzia e dell’adolescenza, Vincenzo Spadafora, chiedendo a gran voce di stoppare questo genere di programmi, in particolare “l’esposizione di bambini nei reality show a situazioni umilianti e diseducative”. Nella lettera al Garante si legge: “Sappiamo ormai dalla ricerca scientifica, se non bastasse il buon senso, che la fisiologia dell’essere umano prevede che riceva delle cure di tipo prossimale da parte della madre e degli adulti che se ne prendono cura, e che la pretesa che un bambino piccolo si addormenti da solo e dorma per tutta la notte senza richiedere la presenza e il contatto dell’adulto, oltre ad essere anti-fisiologica ed irrealistica, può provocare confusione nei genitori e grande stress nei bambini.

 

Questi metodi possono minare fin dalla primissima infanzia la fiducia negli adulti e quindi in se stessi e interferire con lo stabilirsi di una sana relazione genitori-figli, oltre ad interferire (se il bambino è piccolo) con l’allattamento al seno. Riteniamo che sia pericoloso e fuorviante promuovere in tv il ricorso a questi sistemi, senza che ai genitori vengano date informazioni complete e coerenti, affinché possano compiere decisioni informate. Chiediamo quindi  che le redazioni televisive si facciano carico di questa responsabilità. Soprattutto, poi, pensiamo che puntare la telecamera su di un bambino piccolo, solo, stravolto, terrorizzato, e trasmetterlo indiscriminatamente a milioni di telespettatori, sia una violazione della dignità e dei diritti del bambino, compreso quello dei bambini che magari stavano guardando la tv a casa”.

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