Soldato Ucciso Oggi In Afghanistan: David Tobini, una missione giusta?



Oggi, un altro lutto ci lascia sconcerti e tristi di fronte ai media, quello del caporalmaggiore del 183° Reggimento Nembo di Pistoia, David Tobini. Nato nell’83, il militare era troppo, troppo giovane per finire vittima di un agguato. Oggi, si riaprono le polemiche per una missione dalle motivazioni non chiare e dagli scopi ancor più nebulosi. Tobini cade dopo altri due militari, a distanza di un mese, ma sono ben 41 i militari italiani dell’Isaf caduti durante le missioni internazionali nel paese. Un paese turbato dalla violenza e dalla prepotenza dei talebani che ne controllano quasi il 75% del territorio, ma puntano a tornare pericolosamente al potere, accaparrandosi nuovamente le zone franche che, poi, tanto prive di pericoli non sono… Tobini ha perso la vita in una missione congiunta con le forze afghane. Erano le 4.15 del mattino, ora locale. Un allarme bomba spinge le forze internazionali ad un controllo in un villaggio a Nord-Ovest di Bala Murghab. L’operazione si è svolta con successo, ma, poi, sulla via del ritorno, degli insorti hanno fatto fuoco sul convoglio alleato ed hanno ucciso Tobini e ferito un compagno. Trovare riparo non è servito: altri talebani hanno rincarato la dose e ferito un terzo ufficiale italiano. Sono stati necessari i bombardamenti della forza di reazione alleata per far sì che le truppe nostrane potessero lasciare la zona incolumi.

La missione, cosiddetta di pace, in Afghanistan nasce nel 2002. Lo scopo sembra nobile: impedire che i talebani mettano su una teocrazia in grado di privare la popolazione della libertà. Poi, però, tanti dubbi ed incongruenze circondano gli atti americano. Gli Usa guidano la missione, ne sono i principali promotori. Pochi anni dopo, però, gli Usa si concentrano sull’Irak, perno del terrorismo internazionale. Vi si nascondono davvero armi di distruzione di massa? Ad oggi pare proprio di no, peccato che, per un incerto sospetto, siano caduti migliaia di militari e di civili innocenti. Il costo in termini di vite della guerra in Irak è enorme.

Nel frattempo, i talebani riescono a ricostituire i loro vertici e riguadagnano il terreno perso. L’America cerca aiuti reali contro l’organizzazione criminale? Anche questo punto è dubbio… Si dichiara nemica giurata dell’Iran, quando, però, l’Iran sarebbe disposto a debellare seriamente i talebani che non gli vanno a genio per motivazioni religiose, ma l’America sigla, invece, accordi col Pakistan per la lotta al terrorismo. Ma il Pakistan è contrario ai talebani, vi chiederete? Beh, non proprio: visto che le forze talebane sono riuscite a ricostituirsi, dopo la decimazione del 2002 da parte dell’alleanza internazionale, proprio stanziandosi in Pakistan e riprendendo poi vigore! Perchè tante contraddizioni? Sono causa solo dell’eterogeneità dei governi e della natura instabile dei paesi del Medio Oriente?

Il dolore per l’ennesima ingiusta morte in quelle terre riapre le vecchie diatribe tra chi crede la missione giusta e chi la ritiene inutile. Si tratta di pace o di guerra? Di salvaguardia dei diritti civili della popolazione o degli interessi economici americani? Indubbiamente, i talebani vanno contrastati in tutti i modi possibili, perché essi contrastano il dialogo e portano odio e violenza e la loro salita al potere sarebbe la fine di ogni utopia democratica. I soldati che partecipano alla missione internazionale, specialmente italiani, sono entusiasti di poter dare il loro contributo ad una missione di pace che possa liberare la popolazione locale dallo spettro della dittatura dell’orrore. Ma sanno davvero tutto ciò che c’è da sapere?

Noi non vogliamo giungere a nessuna conclusione, ma solo esprimere i dubbi di coloro che seguono con apprensione le sorti del loro figlio o parente, impegnato in quelle terre. Di sicuro, la lotta al terrorismo e ad Al Qaeda è necessaria e giusta e gli Usa sono sempre stati in primo piano a tale scopo. C’è anche da dire, ad onor del vero, che non è facile mediare e trovare un compromesso in quei paesi, che non sappiamo sino in fondo quanto siano realmente legati alle forze del Mullah Omar. Noi ci auguriamo che questa missione e queste morti bianche possano davvero servire a ripristinare democrazia, pace e gioia in un paese martoriato dall’odio e dal terrore. E facendolo, ci stringiamo attorno ai cari del coraggioso caporalmaggiore David Tobini…