Sette Sataniche in Italia: la violenza sui bambini

 

 

Quello delle sette sataniche in Italia, è un fenomeno inquietante e purtroppo in crescita. Forse a molte persone sfugge il motivo che spinge altre ad aderire a questi gruppi di invasati, ma nonostante l’impossibilità di comprendere queste menti, resta il dato di fatto che le sette sataniche esistono e operano in modo subdolo e latente.

Paolo Berizzi in un articolo pubblicato su Repubblica, racconta il proliferare delle sette sataniche in Italia parla delle nuove strategie utilizzate da questi gruppi, per reclutare nuovi adepti. Il suo articolo comincia con il racconto di un orribile accaduto a Brescia: “Per togliere il demone dai bambini, la Santona Della Porta Accanto (si chiama proprio così) li costringeva alla terapia degli “spilli”: doccia fredda con gli occhi sbarrati rivolti verso il getto d’acqua. Poi si passava al pranzo: vomito e escrementi. I loro o quelli dei maiali. Che nella provincia di Brescia (dove la setta della “madre” Tersilia Tanghetti aveva ben cinque succursali) abbondano”. Parole spaventose e quasi surreali.

L’articolo prosegue evidenziando la diffusione delle sette sull’intero territorio del Paese: “A Roma, alle mamme e alle bambine della setta Re Maya non andava meglio: il guru Omar Danilo Speranza, ora in carcere Roma (ma da qualche giorno ricoverato in ospedale dove lotta tra la vita e la morte, con un quadro clinico di diabete e ipertensione aggravato da un lungo sciopero della fame), le violentava. «Lo facevo per modificare il karma negativo delle bimbe» ha spiegato «dovevo trasmettere loro il mio Dna sano e curativo». Terapia religiosa con stupro. Come quella praticata da Antonio Morello, il capo di The Sacred Path (Il Sacro Sentiero), 10mila adepti da Bolzano a Catania. Condannato a sei anni di carcere, Morello faceva credere alle seguaci di essere state stuprate da piccole, e per liberarsi da questo trauma le convinceva a fare sesso con lui. Decine e decine di casi. Tra proselitismo subdolo, rituali mistici, circonvenzioni e soprusi sessuali. E droghe. Mischiate a suggestioni religiose per lo più orientaleggianti. Storie di adepti e di “maestri”, di seguaci ridotti in schiavitù e di santoni e ciarlatani dal conto a sei zeri”.

Nell’articolo viene inoltre sottolineato il grande giro d’affari di queste nuove religioni, quantificato in milioni di euro: “Sono le sette di seconda generazione. Oltre mille gruppi in tutta Italia (il Centro studi nuove religioni ne censisce 620, ma secondo altri esperti le cifre raddoppiano se si tiene conto dell’enorme sommerso). Molte sette sono innocue, molte no. Più di un milione e mezzo di italiani (circa il 3 per cento della popolazione) le frequentano. Gli adepti salgono a 3,5 milioni con gli immigrati non ancora cittadini. Più della metà (64 per cento) sono donne e adulti. Il 15 per cento adolescenti e bambini. Si va da sparuti gruppi da poche decine di affiliati (che si muovono nell’ombra) e si arriva a movimenti che abbracciano decine di migliaia di seguaci. E generano un volume d’affari di milioni di euro”.

Viene anche spiegato quali sono le vittime e come finiscono in questa rete: “Fabio è un ragazzo diabetico. Abita in una città del centro Italia. Si avvicina a un gruppo di guarigione. Il “maestro” gli mette in testa che non si guarisce coi farmaci ma solo con le preghiere a Dio che elimina la malattia coi miracoli. Poche settimane dopo, Fabio smette di prendere l’insulina e muore. Ci sono sette che marchiano a vita, che annientano. Gruppi “curativi” che diventano distruttivi. Il guru di Re Maya, Speranza, dai suoi era considerato un semi-Dio. Secondo il procuratore capo di Tivoli Luigi De Ficchy e il pm Maria Teresa Pena è un criminale dedito a rapporti «molto violenti» con bambini tra i 10 e i 12 anni e alcune madri alle quali estorceva denaro. Lo stesso avveniva tra gli affiliati di Arkeon, una setta che per dieci anni ha controllato quasi 15 mila invasati. I capi spirituali sono finiti a processo a Bari: tra le accuse (per la prima volta è stata contestata l’associazione a delinquere, in Italia non esiste il reato di plagio) c’è anche il maltrattamento sui minori”.

Vengono poste in evidenza anche le morti che queste sette possono causare: “Due i casi di suicidi accertati attribuiti alla setta (tornano in mente le famigerate Bestie di Satana). Il copione? Prima le sirene dell’accoglienza, dell’esaltazione. Poi la manipolazione psicologica e le violenze. Dice ancora Patrizia Santovecchi: «I grandi gruppi hanno come motore il business economico. Reinvestono in svariati settori. Un fine economico è presente anche nei guru dei gruppi più piccoli. Ma in questo caso subentrano anche altri interessi: per esempio lo sfruttamento sessuale». Guarire o migliorare se stessi offrendosi sessualmente al maestro. Che cosa si scatena nella mente del seguace quando scatta la trappola? «Questi gruppi diventano l’anticamera di psicosi e paranoie» spiega la psicologa della religione Raffaella Di Marzio, autrice del libro Nuove religioni e sette (edizioni Magi). Se a capo della setta c’è un leader con una personalità deviata e squilibrata, è fatta: le persone che entrano a farvi parte diventano condizionabili negli affetti, nel denaro, nell’intimità »”.

 

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