Sessualità: la verginità aiuta il matrimonio

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È ormai un utopia sentir parlare del sesso dopo il matrimonio. Certo 50 anni fa non è che era normale, era così, era legge.

Si predicava la purezza e la verginità, tant’è che se succedeva che una figlia si fosse concessa prima del matrimonio aveva disonorato non solo se stessa ma tutta la sua famiglia.

Al giorno d’oggi le cose sono parecchio cambiate.

In alcune parti del mondo troppo, se pensiamo che in Bolivia il sesso è concesso dai 12 anni.

Eppure secondo una ricerca condotta dalla Brigham Young University, nello Utah,  le coppie che non hanno consumato rapporti prima del matrimonio affrontano un matrimonio e un’unione più felice.

Si pensa infatti che il sesso implichi l’assecondare dei desideri del partner e che questo porti a litigare per una qualsiasi sciocchezza.

Se ci pensate tanti anni fa, cosa si faceva piuttosto che buttarsi in un letto e scoprire i desideri più intimi del partner? Si parlava.

Parlare vuol dire conoscersi, conoscersi vuol dire capirsi, capirsi vuol dire venirsi incontro.

Ecco ciò che manca alle coppie di oggi e che è la causa della maggior parte dei divorzi: la non comprensione.

Quante volte sentiamo la fatidica frase “pensavo fosse una persona e invece si è rivelata tutt’altra”? forse perché piuttosto che scoprire cosa avesse sotto i vestiti bisognava scoprire cosa avesse sotto la calotta cranica!

Insomma parlando di dati di 2035 persone esaminate , il 22% è risultato più stabile perché si è astenuto dal sesso prima del matrimonio con un maggior giovamento della soddisfazione sessuale del +15.

Si potrebbe iniziare a fare un pensierino su questo nuovo modo di approcciarsi, dopotutto negli anni 50 non è morto nessuno per astinenza da sesso!