Sequestro Agenzia Entrate, Martinelli resta in carcere



l’imprenditore Luigi Martinelli, che 2 giorni fa ha sequestrato 15 dipendenti dell’Agenzia delle Entrate a Romano di Lombardia, in provincia di Bergamo, resta in carcere. Il gip, infatti, ha respinto la richiesta di scarcerazione presentata dal suo legale e l’uomo rischia dai 6 mesi agli 8 anni.

Martinelli si è difeso spiegando che si trattava solo di un’azione dimostrativa, e che non voleva far male a nessuno, né prendere ostaggi. La molla che ha spinto l’uomo a fare irruzione armato nella sede dell’Agenzia delle Entrate è stata la disperazione. Come ha spiegato lui stesso davanti al gip: “Quando qualche giorno prima sono andato nei loro uffici mi hanno fatto vedere un plico con dei documenti e mi hanno detto che gli dovevo circa 40mila euro. Mi sono sentito franare la terra sotto i piedi”.

Sta di fatto che il colpo di testa potrebbe costargli caro, secondo il giudice, infatti, le motivazioni economiche fornite dall’uomo non giustificano la gravità del suo gesto. Quello che ha fatto Martinelli senza dubbio è grave, perché ha coinvolto nella sua vicenda privata tante persone che effettivamente non centravano nulla, tuttavia c’è una parte di me, e di noi, che non se la sente di dargli addosso.

Troppi i casi di suicidi in questi ultimi mesi tra gli imprenditori, troppa la disperazione negli occhi della gente comune, schiacciata sempre di più dal peso delle tasse e dei debiti.  E oggi, un nuovo gesto estremo, un uomo di 72 di Pozzuoli, dopo aver ricevuto una cartella esattoriale di 15 mila euro si è sparato dritto alla testa.  E’ sopravvissuto, ma è in pericolo di vita. Ai suoi cari aveva scritto: “La dignità vale più della vita”.

Foto di Koshyk su Flickr