Sei omosessuale? Prega e guarirai



Sembra incredibile, ma anche nella civile New York -città che da meno di un anno ha reso possibili i matrimoni tra persone dello stesso sesso fra l’altro- possono accadere sgradevoli episodi di discriminazione e violenza omofoba.

E’ accaduto ad una nostra connazionale, Mirella Salemi, lesbica dichiarata che è stata oggetto delle pesanti discriminazioni da parte del suo ex datore di lavoro. La donna, all’epoca dei fatti, lavorava come chef in un famoso ristorante messicano situato nel quartiere di Tribeca (Manhattan).

Ma le continue mortificazioni del suo capo, l’hanno costretta a doversi licenziare. In pratica, Edward Globoka (questo il nome dell’omofobo…), la costringeva a pregare costantemente durante le ore di lavoro, affinchè potesse ‘guarire’ dall’omosessualità… A parte questa condizione già di per sé mortificante, poiché l’omosessualità di un individuo viene vista come una ‘malattia’, la povera Mirella era costretta ad abbracciare una fede religiosa che non le apparteneva e non condivideva.

Le minacce da parte del suo ex capo, vertevano costantemente sul concetto della ‘dannazione eterna’. Ma, per fortuna, almeno a New York la giustizia funziona sicuramente meglio che da noi e l’omofobia, lì da loro, viene vista giustamente come un vero e proprio reato (in quanto limita la libertà degli altri individui, laddove non c’è violenza di natura fisica…).

Il ristoratore omofobo, Edward Globoka, è stato quindi condannato a pagare ben 1,6 milioni di dollari per i danni morali che ha causato alla sua ex dipendente Mirella Salemi. Un grande atto di civiltà che, si spera, verrà preso ad esempio da molti altri governi…