Cristina M. aveva deciso di “regalare al suo futuro bambino”, ancora nel suo grembo, la prima crociera. L’odore del mare, la sensazione di rilassatezza ed il dolce dondolio delle onde avrebbero potuto essere benefici per il feto. La donna, al quarto mese di gravidanza, poteva ancora imbarcarsi senza alcun problema. Ma quel piccolo sogno, quel viaggio di una donna e di quel bambino, non ancora nato, ha avuto un esito nefasto.
La Costa Concordia non è stata il sogno di rilassatezza di una mamma in attesa del suo bambino, ma si è trasformata in un”odissea di morte e panico che ha trafitto il cuore e l’anima. La disorganizzazione nella fase di salvataggio ha reso le manovre convulse e pericolose e non tutti hanno retto lo stress improvviso e violento.
Sulla nave più di 4000 passeggeri ed, ovviamente, non tutti in perfette condizioni di salute. Cristina era incinta; Cristina soffriva per due e non temeva solo di perdere la propria vita. Ogni movimento brusco, ogni oscillazione della nave, ogni colpo che poteva prendere al grembo sarebbero costati la vita del suo bambino!
La donna si è salvata, ma ha dovuto lottare contro la sua paura più grande: perdere quel piccolo esserino che aveva voluto portare nella sua prima crociera. Non c’era tempo per precauzioni; non si poteva badare alle accortezze. Martina si è lanciata sulla scialuppa, in preda al panico, per salvare la propria vita. Uno stress enorme ed indicibile. Inoltre, pare che la sua scialuppa, come molte altre, non siano state manovrate con cautela e la conseguenza è stata che Martina ha subito anche un violento urto contro gli scogli.
Un volta sulla terraferma, un sospiro di sollievo per la donna e la consapevolezza di aver salvato lei stessa ed il suo bambino; ma quella tachicardia, quel fiatone e quel colpo al cuore non passavano. Dopo qualche giorno dal naufragio, un malore. Il distaccamento del feto dall’utero provoca un aborto. Le cause? Il forte stress e la poca accortezza nelle procedure di salvataggio dei passeggeri.
Una crociera, iniziata per omaggiare una nuova vita, si è conclusa con la morte. A quanto dovrebbe ammontare la vita di un bambino?




































