Quando per i propri figli è arrivato il momento di andare a scuola, molti genitori si chiedono quale istituto sia migliore, se la scuola pubblica o la privata. Soprattutto se si pensa che in Italia sono stati stanziati più finanziamenti alle scuole private, direttamente dal Ministro dell’Istruzione. Da una recente,ricerca, l’Ocse (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico)a dichiarato che gli alunni delle scuole private sono meno preparati rispetto agli alunni delle scuole pubbliche. Ma che differenza c’è tra la scuola pubblica e privata? Prima di tutto, è una questione di soldi: la scuola pubblica è nata per diffondere la cultura e dare il diritto allo studio a tutti quelli che non potevano permettersi o le scuole che potevano frequentare solo i figli dei benestanti oppure il tutor privato.
Ultimamente, la figura del tutor privato è tornata in auge, soprattutto nel mondo di Hollywood. Le star, costrette a spostarsi continuamente per lavoro e non volendosi privare della compagnia dei propri figli, decidono di farli seguire da professori privati che oltre ad insegnare le classiche materie delle scuole impartiscono anche altre lezioni quali tennis, scacchi o ciò che viene deciso dai genitori. Ad esempio Brad Pitt e Angelina Jolie hanno scelto di non mandare a scuola i loro i figli ma di avvalersi di un tutor specializzato che li seguirà ovunque negli spostamenti, per la cifra di 70.000 euro all’anno, più auto, appartamento e nove settimane di vacanze all’anno.
Questa forma di insegnamento ha anche i suoi svantaggi, perchè ai bambini viene tolta la cosa più bella della scuola: rapportarsi con i propri coetanei e instaurare amicizie. Senza contare che esistono delle norme civiche che si iniziano ad apprendere proprio stando gomito a gomito con i propri compagni di classe. In pratica con questo metodo viene penalizzata la parte dei rapporti interpersonali.
Ovviamente non tutti possono permettersi tutor e quindi si ricorre alla scuola privata anche se ultimamente pare che le scuole private siano più scarse in qualità di istruzione e quindi meno meritevoli di lodi.




































