Sbarchi di Lampedusa 2011: l’Italia pronta a chiudere le frontiere?



“Svuotare le vasca”? Sembra che questa sia la soluzione che si profila.

Dopo la tragedia di due giorni fa (250 persone morte in seguito al rovesciamento di un barcone) si è accesa una polemica tra Malta e l’Italia, causata dal fatto che, dire delle nostre autorità, il soccorso ai naufraghi spettava prioritariamente al piccolo stato mediterraneo le cui motovedette avevano intercettato il cargo e avvertito il porto più vicino, che è Lampedusa. In sostanza i maltesi dopo aver adempiuto alcune procedure burocratiche hanno lasciato che i migranti proseguissero.

Il Giornale ha chiamato il ministro degli interni di Malta Carmelo Mifsud Bonnici, che ha raccontato la sua versione; riportiamo parte del testo dell’articolo:

«Abbiamo ricevuto l’allarme dal barcone, abbiamo girato la richiesta all’Italia. Tutto secondo le regole del diritto internazionali. Non abbiamo niente di cui giustificarci. È vero, quell’area era di nostra competenza. E infatti abbiamo coordinato le operazioni».

Sempre secondo il Giornale in sostanza Malta, quando sono arrivate le segnalazioni di soccorso da parte dei migranti, ha semplicemente avvertito gli italiani, non inviando nemmeno un mezzo di soccorso.

Quasi per ritorsione, stanotte,  la nostra Guardia Costiera pare abbia rifiutato di prendere in carico un altro barcone di immigrati, che è stato trasferito presso il porto della Valletta, dove sono quindi arrivati 171 immigrati. La dinamica è stata la stessa della notte della tragedia ma a parti invertite, acque territoriali maltesi, porto più vicino Lampedusa.

Come detto però la Guarda Costiera italiana, stavolta, non li fa entrare. “Portateli a Malta”. Il Times of Malta è stato molto duro nel descrivere il forte disappunto delle autorità della piccola isola, che ha accusato l’Italia di violare i principi umanitari ed il diritto internazionale.

Ma può darsi che ieri siano giunti nuovi ordini ai “nostri”, ossia impedire nuovi sbarchi nei limiti del possibile. Capiremo di più quando i responsabili istituzionali si decideranno a chiarire.