Sarah Scazzi Ansa: un’infinita giostra di ma e se



I giorni di freddo e gelo, oltre a causare molti problemi per quanto riguarda la viabilità nelle nostre città, ha causato anche tutta una serie di rallentamenti sul lavoro. ‘Poco male’, verrà da pensare a qualcuno, e in certi casi forse è meglio restarsene a casa visto il gelo.

Ma purtroppo, a rallentarsi sono stati anche i lavori all’interno dei tribunali. Così, anche la nuova udienza per il processo dell’omicidio di Sarah Scazzi hanno subito ha avuto luogo soltanto nella giornata di martedì scorso presso la Corte D’Assise a Taranto. Le principali imputate al processo restano Sabrina Misseri (la cugina 23enne della vittima), e sua madre Cosima Serrano, zia della povera Sarah.

Su entrambe le imputate, gravano le accusa di sequestro di persona, omicidio volontario e soppressione di cadavere. Durante il processo, in particolare, Cosima Serrano ha parlato dei famosi due diari appartenuti a Sarah, e consegnati lo stesso giorno della sua scomparsa alla cugina Sabrina. Ecco uno stralcio della deposizione di Cosima riferito per l’appunto ai due diari in questione: “Io presi un paio di diari di Sarah e li detti a Sabrina, che me li aveva chiesti, per cercare di capire se c’era qualcosa di utile per comprendere i motivi della sparizione. C’era un diario con un lucchetto e Sabrina mi convinse ad aprirlo.

C’era una frase particolare: “Sono innamorata di un ragazzo di 27 anni, sono confusa”. Io rimasi basita e dissi a Sabrina: “Lei criticava te e vedi cosa scrive lei”. Sabrina poi mi disse di non consegnarlo subito ai carabinieri perché avrebbe creato dei grattacapi a Ivano. Dopo alcuni giorni vennero i carabinieri a chiedere tutti i diari.

Diedi anche quello con il lucchetto. Quando lo seppe Sabrina mi disse: mannaggia, ora Ivano avrà dei problemi”.