Sabina Began: incinta di Silvio, ma solo per un pò

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La vicenda è complessa, ma vale la pena di fare un minimo di chiarezza; partiamo dall’inizio, Sabina Began, anche detta Ape Regina, ha nuovamente dichiarato tutto il suo amore per Silvio Berlusconi (cosa che fa periodicamente da circa 2 anni). Appena qualche giorno fa Dagospia ha però lanciato una vera “bomba”; Sabina in passato sarebbe stata incinta dell’ex Presidente del Consiglio. Sulle prime, la diretta interessata, non aveva ne smentito ne confermato, ma semmai lasciato intendere in modo piuttosto chiaro che la notizia avesse un suo fondamento.

Successivamente, intervistata da Beatrice Borromeo de Il Fatto Quotidiano, la ragazza aveva detto di essere soltanto al letto con l’ex premier. Qualcosa anche per Italo Bocchino, con cui ebbe una breve relazione. Pare che anche lui la chiamò per complimentarsi della sua gravidanza, ma non aveva l’aria contenta per tutto questo.

Nessun dubbio sulla paternità del nascituro; Sabina infatti è andata a letto solo e soltanto con Silvio. Le cose però hanno iniziato a diventare più complicate subito dopo, quando Dagospia riporta un messaggio di Sabina Began che spiega l’improvvisa interruzione della della gravidanza: “Caro Dago… io ho perso questa notte il bambino. Ti prego aiutami così nessuno ne parla più. Ho sbagliato io in tutto. Mi dispiace”.

Insomma, pentita ed amareggiata la Began avrebbe tentato di fare un passo indietro. Ma la vicenda ormai era “partita”, molto più di quanto si pensasse, al punto che anche Niccolò Ghedini, principale avvocato di Silvio Berlusconi, si è sentito di dover “dire la sua”, spiegando come le parole di Sabina Began altro non fossero che “un pezzo di colore, ironico, tipicamente estivo e totalmente sconnesso dalla realtà”.

In realtà la veridicità delle affermazioni di Sabina Began è stata messa in discussione fin da subito, con una ragione molto precisa; Silvio Berlusconi non può più avere figli da quando si è operato per il cancro alla prostate. Una storia che fa acqua. E che vede Ghedini, per la prima volta, accogliere le sue parole con consenso unanime.