Roberta Ragusa: teniamo alta l’attenzione sul caso!



Sono passati quasi cinque mesi, cinque lunghi mesi di avvistamenti fasulli e false speranze. Roberta Ragusa non ha dato notizia di sé né si è mai fatta viva. Una notte fredda ed invernale sembra aver inghiottito per sempre i sogni, le speranze ed i dolori di questa madre di famiglia dalla forte tempra che, forse, solo da poco tempo aveva smesso di vivere nell’inconsapevolezza. Sono le perizie sui cellulari di Antonio Logli e di Sara Calzolaio (l’amante e segretaria dell’autoscuola di famiglia) a gettare nuove ombre su quella già torbida notte. Il Logli, in un primo momento, aveva dichiarato di essersi coricato intorno a mezzanotte. Tuttavia, pare che la terza chiamata consecutiva all’amante, proprio la notte del 13 gennaio, abbia avuto luogo alle 0.15 e, soprattutto, sembra che si sia interrotta bruscamente, durando solo pochi secondi. Perché? Come mai nessuno ha richiamato, a seguito di un banale disturbo della linea? Cos’ha impegnato il marito, negli istanti successivi, dal richiamare l’amante?

Ma, soprattutto, perché ben tre chiamate consecutive a Sara Calzolaio a distanza ravvicinata l’una dall’altra, a partire dalle ore 23.00 di quella lunga notte d’intrighi e misteri? Normale “amministrazione” per una coppia destinata a vedersi di nascosto o c’è dell’altro, qualcosa di oscuro ed inquietante? Non lo sappiamo né noi né gli Inquirenti che non sembrano possedere ulteriori prove a carico di Antonio Logli il quale resta accusato, formalmente, di omicidio volontario ed occultamento di cadavere.

In tutta quest’intricata ed assurda storia pare che, ad eccezione della cugina, le più afflitte per la perdita di Roberta siano le amiche, quelle di sempre, quelle del cuore, che non si danno pace e non intendono accettare che l’attenzione mediatica sul caso possa cadere!

Proprio le amiche hanno organizzato un corteo, in occasione del quinto mese dalla scomparsa di Roberta. Un corteo al quale sperano che partecipi un gran numero di persone!

Perché non sembra esserci nessuna traccia che ci conduca a Roberta? Come possiamo accettare che una madre di famiglia sparisca nella spessa coltre della notte, senza più far ritorno a casa e senza mai conoscere la sua sorte?