Roberta Ragusa: in quei campi si è mai cercato davvero?



Ieri, 6 maggio 2012, era una giornata piovosa, impervia anche per troupes e media che, infatti, non erano presenti di fronte a casa Logli, a quel piccolo fortino lavorativo e privato nel quale Roberta Ragusa consumava giornate uguali a sé stesse e condite dal peso del tradimento. Nella stessa autoscuola, infatti, il marito, Antonio Logli, non aveva esitato ad assumere l’amante, all’insaputa della moglie, del tutto dedita alla famiglia.

Abbiamo imboccato Via Di Gello, una via ricca di villette e case ravvicinate; una via nella quale è impossibile passare inosservati se si è in stato confusionale o, soprattutto, se si esce di casa in pigiama. Il vuoto di quella via piovosa racconta quello che la scomparsa della donna ha lasciato nel cuore dei figli.

Una notte fredda di ormai tre mesi e mezzo fa qualcosa accadde, qualcosa che gli inquirenti non riescono a decifrare e questo evento portò alla scomparsa della donna, inghiottita nel nulla. Roberta non se n’è andata, Roberta non si è tolta la vita; qualcuno le ha fatto del male.

Tra case e casupole, Gello si differenzia per le sue enormi distese verdi; ettari ed ettari di prati e per quei fossi d’acqua piovana. Ma si è davvero battuto la zona come si deve? Quegli immensi spazi verdi, adiacenti alla villetta Logli sono stati setacciati centimetro per centimetro? Si mormora che le ricerche siano state fatte e si mormora che partiranno ricerche ancor più serrate che coinvolgeranno volontari, Carabinieri e speleologi e riguarderanno un raggio di 15 km a partire dalla villa di famiglia. Riguarderanno, dunque, proprio quei campi, quegli enormi angoli verdi e quei fossati che ieri erano colmi d’acqua piovana.

Yara Gambirasio venne trovata accidentalmente, ma le battute di ricerca partirono immediatamente dopo la sparizione della ragazza e nonostante il freddo pungente. Perché non si sta facendo altrettanto con Roberta Ragusa? Il clima pisano non è certo rigido al momento o tale da impedire lunghe ed estenuanti ricerche a tappeto della zona!

Ho notato, inoltre, che a pochi metri di distanza dall’abitazione Logli è presente la sede dei Paracadutisti, certamente provvista di telecamere di sorveglianza. Se Roberta avesse percorso il tratto che dalla sua abitazione porta alla rotonda che conduce al centro città probabilmente le telecamere l’avrebbero immortalata, proponendosi come un punto d’inizio dal quale ricostruire la dinamica dei fatti di quella tremenda notte tra il 13 ed il 14 gennaio scorso.

Roberta ha compreso, dopo molto tempo, l’identità di quell’amante di cui prima solo sospettava? La donna ha litigato col marito? Oppure il marito è davvero estraneo alla vicenda ed è stato un malintenzionato a far del male alla bella Roberta?

Domande, dubbi, ma tutto ciò che conta, adesso, è ispezionare e controllare quella sterminata distesa di verde, a due passi da casa Logli!