Roberta Ragusa: ascoltati i figli, ma tutto intorno tace!



Mentre si è finalmente scoperto che il sessantenne pontederese che avrebbe dato un passaggio a Roberta, nella notte della sua scomparsa, era solo un mitomane, tra l’altro, in possesso di un’arma da taglio illegale all’interno della sua auto, gli inquirenti hanno tentato di far luce sulla situazione familiare della famiglia Logli, tramite un colloquio con i figli della donna, di 10 e 15 anni. Ecco il motivo del prelevamento del Logli e figli dalla casa di Gello, nel pomeriggio di ieri. Ci eravamo chiesti dove si stessero recando, ma l’ipotesi era la più banale di tutte: in Procura, per ulteriori delucidazioni ai Magistrati.

Era la prima volta che i bambini, ovviamente un po’ scossi, venivano interrogati in merito alla scomparsa della madre. Il colloquio è avvenuto a porte chiuse e singolarmente. Il padre non ha assistito ai dialoghi dei bambini col Magistrato, ma, per legge, era presente una psicologa. Probabilmente gli inquirenti volevano capire se i rapporti tra madre e figli fossero tesi oppure tranquilli ed appaganti, per stabilire con quanta facilità o meno la donna avrebbe potuto abbandonarli, per sempre, senza più dar segno di vita. Evidentemente i bambini hanno parlato di rapporti tranquilli e normali in casa Logli, tanto da non far destare alcun sospetto negli inquirenti né, probabilmente, giustificare una fuga volontaria della donna che non implicasse la sua prole.

Il Logli non è stato ascoltato ieri ed ha semplicemente accompagnato i bambini in Procura, per poi uscirne da una porta secondaria, lontana dagli occhi indiscreti dei Mass Media.

Nonostante errori di riconoscimento portino a vedere Roberta ovunque, in realtà, la donna è realmente scomparsa nel nulla, un nulla che, man mano che le ore passano, sa sempre più di morte…
Fonte immagine: Quotidiano.net