Uno studio italiano, pubblicato questa settimana sul Journal of Neuroscience, ha provveduto ad individuare i meccanismi cerebrali sottostanti i sogni che riusciamo a ricordare. E’ stato portato avanti da ricercatori del dipartimento di Psicologia della Sapienza e dell’Associazione Fatebenefratelli per la Ricerca (AFaR), insieme a ricercatori delle università dell’Aquila e Bologna; è stato dimostrato che solo se la corteccia cerebrale presenta oscillazioni elettriche lente durante la fase REM del sonno, le persone ricorderanno i sogni fatti appena prima del risveglio.
Questa scoperta ha quindi i merito di semplificare le nostre conoscenze sulle basi cerebrali dell’esperienza onirica; le stesse aree cerebrali e analoghi meccanismi neurofisiologici danno la possibilità di ricordare sia gli episodi durante la veglia sia ciò che la mente ha prodotto durante i sogni. Sognare non sarebbe quindi un’esperienza limitata alla fase REM del sonno, ma è qualcosa che coinvolge tutto il periodo in cui chiudiamo gli occhi. Sappiamo come si ricordano i sogni, non perché. Finchè la psicologia e psichiatria non batteranno un colpo in questo senso.





























