Proteste alla Scala: una prima fuori dai gangheri



Ieri si è aperta la stagione lirica della Scala con il DonGiovanni e fuori dallo storico teatro di Milano le proteste sono esplose pacifiche ma non inosservate. Il motivo principale che ha spinto gli studenti e il Lab Out a protestare, oltre alle misure di governo, è stata la sicurezza sul lavoro, dal momento che, sarà pur prestigioso lavorare alla Scala ma morti sul posto e malati di amianto si trovano anche li.

All’arrivo dell’auto del premier scelto Monti la folla si è scagliata protestando e lanciando un uovo contro la vettura. Fortunatamente si è trattato solo di un episodio isolato questo. All’arrivo di Napolitano invece ci sono stati applausi, segno che se anche la crisi attenaglia il paese per quanto le misure siano sgradite sono state accettate dagli italiani. Quel che fa rabbia probabilmente in questa prima al teatro milanese è proprio lo sfarzo di queste serate paragonato alla povertà e ai sacrifici che gli italiani stanno facendo per arrivare a fine mese e fronteggiare le spese di stagione come il Natale i regali ed il cibo. Si vocifera già che i meno abbienti stiano risparmiando i soldi delle tredicesime per pagare l’Ici e i rincari sui carburanti, quando la mattina ci si deve alzare per andare al lavoro non danno sicuramente una mano ad arrivare felici alla fine del mese, anzi sicuramente contribuiranno ad un ulteriore incremento dei prezzi insieme all’aumento dell’iva prevista per il 2012. Insomma, un Natale che non cambia per pochi questo, ma che sta strozzando l’ Italia mettendola in ginocchio.