Processo Sarah Scazzi 29 agosto 2011: l’ennesima dilazione della giustizia…



Si era avviata in orario l’udienza preliminare per l’omicidio della quindicenne di Avetrana, Sarah Scazzi. In aula, finalmente, c’erano tutti “gli attori” di questa terribile vicenda. In primis, Sabrina Misseri e Cosima Serrano, forse, per una volta preoccupate per il loro destino giudiziario. E lontani da loro, ma non troppo da non poterle notare, Concetta, Giacomo e Claudio, la famiglia di Sarah, l’unica famiglia che le abbia davvero voluto bene. Eppure, erano tutti lì, i membri di una stessa famiglia, una famiglia divisa dall’odio e da un crimine che lascia sconcerto nell’opinione pubblica. Ebbene, Franco Coppi, il legale di Sarah Scazzi, è subito partito all’attacco ed ha sferrato la sua mossa. Egli si è appellato alla remissione del processo, facendone richiesta al Gup. La remissione del processo, per la quale, adesso deciderà la Cassazione, sarebbe motivata da una presunta incompatibilità ambientale. Ossia, ci sia appella al fatto che i media e l’opinione pubblica fossero stati ostili a priori con la Misseri, prendendo ad esempio anche alcune missive di Michele Misseri, nelle quali l’uomo parlava proprio di clima ostile nei confronti della figlia, ma non solo: asseriva che qualcuno l’avrebbe spinto ad accusarla. Ed il Gup ha dato ascolto a tale richiesta, rinviando l’udienza al 10 ottobre. Da quando in qua le ultime considerazioni del Misseri vengono prese sul serio? C’è davvero da credere che gli inquirenti abbiano estorto una confessione fasulla al contadino, chiedendogli che implicasse la figlia nel delitto? Difficile da credere! Difficile anche credere che, con tutte le intercettazioni e gli elementi altamente indiziari di cui gli inquirenti sono a disposizione, si cerchi ancora in tutti i modi di prorogare l’attribuzione delle pene. E’ un delitto se l’opinione pubblica ha condannato una famiglia che ha ucciso deliberatamente una parente adolescente? E se si è indignata, scoprendo che colei che piangeva e mostrava foto delle cugina era poi la sua carnefice? L’ambiente è ingiusto per Sabrina e Cosima? Ma non è molto più ingiusto quello in cui è vissuta Sarah, inconsapevole della vera natura della sua famiglia? I media, poi, non hanno cercato semplicemente di fare chiarezza in una vicenda nella quale ha regnato l’omertà e la menzogna? Forse se qualche ragno dal buco s’è cavato è proprio grazie ai mezzi d’informazione che hanno scavato laddove sembrava non si dovesse scavare.

Eppure, il tempo passa inesorabile e la madre ed il padre di Sarah sono costretti a vedere nuovamente l’unica speranza alla quale possono aggrapparsi, la condanna dei colpevoli, per andare avanti, sfumata davanti ai loro stessi occhi… C’è addirittura il rischio che Sabrina possa tornare il libertà, con un altro rinvio, visto che i termini di decorrenza della custodia cautelare scadono il 14 ottobre! Mossa astuta da parte della difesa? Può darsi, ma se Sabrina avesse ucciso davvero, il vero pericolo, per la giustizia, non sarebbe rimetterla in libertà?