Processo Ruby, è scontro in aula



Non si riesce ancora a capire per bene come sia andata.

Neanche i giudici sono riusciti a ricostruire con precisione quale sia il legame tra Silvio Berlusconi, il nostro ex presidente del Consiglio e Karima El Mahroug, detta Ruby Rubacuori, la ragazza che è diventata famosa per i festini di Arcore. Ieri, venerdì 2 dicembre, si è tenuta la prima udienza pubblica. Le indagini sul caso Ruby hanno infatti portato a processo Silvio Berlusconi con l’accusa di aver avuto rapporti sessuali a pagamento con una minorenne e di averla fatta rilasciare dalla Questura dietro pressioni. L’investigatore capo, che ha condotto le indagini, ha dovuto aspettare ieri ben tre ore prima di poter entrare nell’aula della quarta sezione penale di Milano, perché la difesa non voleva testimoniare. Stranamente voleva rinviare la data. Poi però tutto è cambiato e i difensori di Silvio Berlusconi hanno persino dichiarato di essere rimasti soddisfatti per l’andamento del processo. Secondo loro sono riusciti a dimostrare e a convincere il funzionario di polizia giudiziaria che tra l’ex premier e la giovane minorenne marocchina non ci siano stati rapporti sessuali. A Silvio forse piaceva parlare con Ruby così come ha fatto con tantissime altre, ma il suo scopo non era portarla a letto, e non l’ha mai fatto. Vogliamo crederci? Non sarebbe poi così strano, anzi. La cosa particolare sarebbe quella che dichiara l’accusa. Come può un uomo di oltre 75 anni riuscire ad andare a letto con una 17enne? Non dev’essere poi così facile.

Il processo, dopo tantissime ore non ha prodotto risultati e tornerà in aula il 12 dicembre, con la “possibilità” che Silvio si presenti (ovviamente è una battuta).